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venerdì 4 maggio 2012

Polizia Manfredonia: Individuato un 57enne, che lanciava del liquido tossico, contro una gioielleria

Dopo una laboriosa attività di indagine posta in essere dal personale del Commissariato P.S. di Manfredonia, che costantemente svolge attività di prevenzione e vigilanza ai numerosi obiettivi sensibili della città sipontina, fra i quali in special modo quelli che si occupano della vendita di merce di valore, tipo gioiellerie, ha un nome la persona che da tempo lanciava del liquido sprigionante un gas altamente tossico sulla serranda di una gioielleria del centro e su quella di un esercizio commerciale dedito alla vendita di prodotti termoidraulici; sostanza tra l’altro così corrosiva tanto da danneggiare pesantemente quello che imbratta, quindi la serranda ed il marmo pregiato sottostante.

A farne le spese, lo scorso 23 Aprile, erano state due persone, tra cui una bimba di otto anni, abitanti al piano soprastante la gioielleria; quel giorno la famiglia si trovava in casa e con le finestre spalancate, ove rapidamente si diffondeva una sostanza gassosa e male odorante che immediatamente produceva a tutti i presenti malessere fisico, consistenti in giramenti di testa, bruciore agli occhi, mal di gola, problemi di respirazione, nausea e vomito, tanto da costringere i malcapitati a rivolgersi al locale Pronto Soccorso ove gli veniva diagnosticato “Episodio di inalazione da sostanza non precisata” con prognosi di giorni 2. 
Tra l’altro i fumi e l’odore sprigionato dal gas tossico rimanevano nell’aria per diversi giorni.
Nell’occasione si faceva intervenire in loco personale del N.B.C.R. (Nucleare Batteriologico Chimico Radiologico) dei Vigili del Fuoco per i rilievi del caso e si avviavano le indagini, anche grazie ad alcune riprese del circuito di videosorveglianza della gioielleria, appurando che l’autore dei gesti inconsulti era un uomo a bordo di una Opel Corsa vecchio tipo di colore nero con portapacchi, che si avvicinava alla saracinesca lanciando il liquido mentre l’auto era in movimento.

L’azione, ormai divenuta seriale, è stata ripetuta nel primo pomeriggio di ieri, 04 Maggio, ripresa anche questa dal sistema di videosorveglianza; ne nasceva quindi una vasta battuta in zona, operata a mezzo di numerose pattuglie automontate che ben presto sortiva effetto positivo. 
Un equipaggio della locale Squadra di Polizia Giudiziaria, avendo pressappoco intuito dove potesse trovarsi l’auto da ricercare, in una zona periferica della città, notava il medesimo veicolo parcheggiato e con i finestrini laterali leggermente aperti; avvicinatosi costatava che dallo stesso si propagava l’identico odore nocivo proveniente dal liquido gettato sulla saracinesca della gioielleria.
Dal controllo dell’intestatario del veicolo, abitante non distante dal luogo ove l’auto era parcata, si contattava lo stesso che, vistosi scoperto, in quanto anche i suoi stessi vestiti erano ancora intrisi di odore acido, ammetteva le sue responsabilità, conducendo gli operanti in un suo podere di Siponto ove faceva recuperare una tanica contenente ulteriori cinque litri di liquido tossico, asserendo essere diserbante ma non sapere di quale tipo. 

In merito alle motivazioni dei suoi insani e ripetuti gesti la persona forniva delle dichiarazioni alquanto singolari: quello che l’aveva spinto era il rancore verso il titolare della gioielleria che risaliva a numerosi anni addietro, allorquando l’uomo, lavoratore socialmente utile del Comune di Manfredonia, doveva effettuare dei lavori di muratura allo stesso gioiellere, con il quale ne era nata una diatriba circa il compenso e quindi i lavori vennero affidati ad un’altra azienda. 
Da ciò i ripetuti gesti, alcuni dei quali occorsi anni addietro e proseguiti, anzi intensificati nell’ultimo periodo.
Si procedeva quindi al sequestro della tanica e del liquido tossico, un cui campione veniva consegnato ai Vigili del Fuoco affinché venga analizzato, nonché al sequestro dell’autovettura pertinente al reato commesso dal cinquantasettenne manfredoniano che è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia per i reati di danneggiamento, lesioni e getto pericoloso di cose, previsto quest’ultimo dall’art. 674 codice penale, che punisce il lancio di oggetti che provocano emissioni di gas, vapori o di fumi atti a cagionare effetti atti ad offendere o imbrattare.

Commissariato di Polizia Manfredonia

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