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venerdì 13 aprile 2012

Manfredonia: Quale sviluppo possibile per il sistema portuale?

Quale sviluppo possibile per il sistema portuale di Manfredonia?
E’ il problema di fondo che il “Comitato di emergenza” creatosi per trarre dalle secche il porto di Manfredonia e rilanciarne l’attività, ha affrontato nella sua prima riunione.
Un summit di lavoro per individuare gli obiettivi da sviluppare.
Un impegno niente affatto facile in quanto si tratta di indicare quelle attività che meglio si possono adattare alle caratteristiche tecniche della struttura portuale intesa, è stata la notazione evidenziata, nel suo complesso, vale a dire il molo Alti fondali, detto porto industriale, e il “vecchio” porto, detto commerciale.
Asi, Autorità portuale, Comune di Manfredonia, Confindustria, Camera di Commercio (assente la Provincia di Foggia) hanno condotto una accurata analisi dei vari aspetti tecnici e gestionali della struttura portuale nominalmente compresa negli organismi programmatori della Regione Puglia, ma di fatto fuori dagli stessi per la mancanza di una progettualità che la integri con le altre realtà portuali quanto meno pugliesi.

Una scelta progettuale fortemente condizionata dai nastri trasportatori la cui presenza si è rivelata, più che un valore aggiunto, un peso morto anche se in passato ci sono stati degli operatori interessati alla sua gestione ai quali non è stato dato alcun riscontro.
Senza la presenza e dunque l’attivazione di quell’impianto realizzato per facilitare e velocizzare le operazioni di carico e scarico delle merci alla rinfusa, quel bacino portuale – è stato rilevato - rimarrebbe fortemente limitato nella sua operatività.
Alquanto variegate le idee avanzate per l’utilizzo del porto.
Fra le altre quella prospettata da Franco Mastroluca (presidente ASI) dei “poli” per merci alla rinfusa e prodotti ortofrutticoli.
Alquanto inedita la proposta di Vincenzo Prencipe (Camera di Commercio) di realizzare un terminal all’altezza dell’attracco per liquidi del pontile per consentire l’uso dei RO-RO.

Idee e prospettive che presuppongono la propedeutica ristrutturazione e l'adattamento delle strutture portuali con particolare attenzione, ha raccomandato Enrico Barbone (Confindustria), alla logistica.
Al centro della discussione anche le aree di servizio al porto, quelle, ha specificato il commissario dell’Autorità portuale, Gaetano Falcone, a ridosso del porto industriale ma anche quelle, hanno aggiunto Mastroluca e Barbone, dell’interporto dell’Incoronata.
Una varietà di idee tutte da raffinare ma soprattutto – ha indicato il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi – da verificare con esperti europei del settore per arrivare a concepire un progetto unitario dello scalo marittimo da presentare alla Regione che dovrà farsi carico di porre la dovuta attenzione anche in termini di finanziamenti, sul nostro porto.
Il Comitato si è dato appuntamento alla settimana prossima, in questo frattempo saranno verificate le soluzione proposte.

Ufficio Stampa e Comunicazione

Comune di Manfredonia (FG)

1 commenti:

Anonimo ha detto...

E voi pensati che questi signori possano rilanciare un'infrastruttura di quelle dimensioni e potenzialità? ............ siamo degli schiocchi se crediamo a questa cosa...VI SIETE GIRATI INTORNO E AVETE VISTO COME è COMBINATA MANFREDONIA DOPO DUE ANNI?

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