ATTENZIONE!!! Problemi e malfunzionamenti con la TV Digitale Terrestre, per info e spiegazioni, Digitale Terrestre Manfredonia, cliccando qui!

lunedì 29 agosto 2011

Manfredonia: La descrizione dell’Icona della Madonna di Siponto,da un uomo "d’altri tempi"

Gentili lettori di SipontoBlog, come promesso in occasione dell’ illustrazione della Theotokos di Siponto, avvenuta nella Basilica di Siponto il 6 Agosto 2011, passerò, a breve, ad una puntuale descrizione secondo quanto rilevato in una pubblicazione a me pervenuta, ciò non prima di una premessa doverosa. 
L’incontro di preghiera e catechesi, che si tiene in Basilica di Santa Maria di Siponto, ogni primo sabato del mese, coordinato dallo zelatore Paolo Ciro D’Apolito, della confraternita di San Michele Arcangelo, è stato proficuo perché ho fatto una conoscenza provvidenziale. 

Infatti dopo la celebrazione eucaristica del biblista P. Enrico Skoczylas, ho incontrato Giuseppe Di Sabato, che ha arricchito il mio bagaglio di conoscenze storiche; nonostante la preparazione e la documentazione sull’argomento trattato, non conoscevo ancora un’altra fonte dalla quale ho tratto quello che più avanti descriverò.
Il volume in questione si intitola La Madonna di Siponto ( Saggio storico-critico d’archeologia e d’iconografia cristiana) scritto da Raffaello Di Sabato, che il figlio Giuseppe, mi ha donato. 
Il Dott. Raffaello di Sabato il 24 ottobre del 1935 pubblicò il testo sopra citato, realizzando così il disegno al quale da tempo lavorava. 
L’insigne studioso scrisse d’arte ed economia, fondò con altri sipontini il Partito Popolare in Manfredonia; su questo tornerò con un’altra pubblicazione con cui approfondirò la personalità ed i contributi, che in vita Raffaello Di Sabato diede alla nostra città. 

Eccovi dunque la puntuale descrizione dell’Icona Sipontina, frutto di un uomo di cultura “d’altri tempi”. “Il Tavolo, ci presenta a grandezza più che naturale la Vergine con Bambino.
La Vergine è tutta chiusa in una specie di veste monacale color bleu fregiata agli orli di greca dorata come le maniche aderenti della tunica, mentre il perfetto ovale del volto ha un felice risalto nello squarcio bianco del velo, che le cade quasi sino agli occhi, sulla fronte, per rinchiudersi al collo in molli pieghe a mo’ di soggolo. 

Il Bambino, dalla tunica bianca ed il mantello rosso ravvolto nei fianchi, benedice alla greca poggiando l’altra mano sulla sinistra materna, che lo sostiene lievemente, in uno con la destra su cui poggiano le gambe dai piedini nudi. 
Egli è visto di tre quarti come la Vergine, della quale ha pure il colore nerastro. 
Sul volto bellissimo della Madre sboccia come un fiore la piccola bocca; grande è invece il naso aquilino, al pari degli occhi profondi, molto marcati. 

Ella reclina dolcemente il capo verso il Figlio senza guardarlo, pur stringendolo al cuore col suo divino amore; e Gesù non guarda la Madre, pur poggiando la mano con filiale trasporto su quella materna. 
Ma rivolto al Cielo è lo sguardo del Figlio, alla terra quello della Madre! L’uno alla Vita eterna, l’altro alle miserie umane. Gesù qual Verbo di Dio, per ricordarci, cioè, che Egli ha riscattato le nostre colpe e vuol ricondurci sulle vie del Cielo; Maria, qual Madre di Dio, per non farci disperare della giustizia divina perché, benedetta fra tutte le donne e prescelta dal Figlio come Madre dell’Umanità sofferente,  
Ella è l’unico Rifugio dei peccatori, il prezioso ausilio dei Cristiani, la nostra potentissima avvocata presso l’altissimo

Infatti, il maggior pregio della nostra icone sta proprio nello sguardo infinitamente triste e rassegnato della Vergine; specialmente in quello dell’occhio destro, che vi segue dovunque come la speranza, piantato lì com’è nel mezzo del quadro con mano maestra. 
Se vi fate a considerarla attentamente, quella pupilla ha qualcosa di misterioso e di divino insieme, davanti al cui fascino non potete non confessare tutti i vostri affanni e i vostri tormenti poi che l’autore ha saputo condensare in essa, con potenza inaudita, il dolore universale di tutti i secoli!”. 
Questo lavoro titolato alla Madonna di Siponto Raffaello Di Sabato così lo dedicò: “Alla pietosa Madre della mia gente questo voto dell’anima consacro. Manfredonia 30 Agosto 1935”.
Ricordo il prossimo incontro di preghiera e catechesi, che si terrà Sabato 3 Settembre 2011 presso la Basilica di Siponto, augurandovi una serena e gioiosa festa nel segno di Maria. 

Benedetto Monaco

0 commenti:

Posta un commento

Censurare i commenti non fa parte della nostra politica, l'importante è mantenere un linguaggio pulito e consono, senza ledere e/o offendere la dignità altrui.