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mercoledì 27 aprile 2011

Lavoro&Welfare: Le 10 azioni per il Welfare per la Capitanata

Innovare il nostro welfare locale e indirizzarlo oltre la crisi con la centralità del ruolo pubblico,l’integrazione tra politiche sociali, sanitarie e di sviluppo, l’equità, la partecipazione e il controllo

Le 10 azioni che “Lavoro&Welfare” pone al centro del confronto pubblico di giovedì 28

Su quali basi costruire nel nostro territorio un sistema consolidato e inclusivo di politiche per la qualità sociale? Queste in sintesi le proposte dell’Associazione “Lavoro&Welfare” di Capitanata:

1. Realizzare l'INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA, la complementarietà e l'unitarietà della pianificazione nei due settori e delle funzioni operative attualmente affidate al Distretto socio sanitario. Occorre ripensare la funzionalità dello stesso Distretto per determinare un effettivo coinvolgimento delle comunità locali, del terzo settore e del volontariato nella programmazione e nell’individuazione dei bisogni. Vanno attivati e organizzati i PUNTI UNICI DI ACCESSO e perseguiti gli obiettivi anche quantitativi previsti dai Piani Sociali di Zona per le prestazioni di ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA, oggi del tutto insufficienti. 

2. Istituire a livello territoriale provinciale e/o di Ambito la CONFERENZA TERRITORIALE SOCIALE E SANITARIA, per promuovere e strutturare una partecipazione sociale diffusa e responsabile, stabilire con essa tempi e modi per IL MONITORAGGIO, LA VERIFICA, LA RENDICONTAZIONE SOCIALE dei risultati raggiunti rispetto agli interventi programmati e attivati con i Piani di Zona.

3. Rilanciare la funzionalità dell'OSSERVATORIO PROVINCIALE SUL WELFARE, prevedendo al suo interno uno specifico CENTRO STUDI SUI PROBLEMI DELLE CITTÀ E DEL TERRITORIO DI CAPITANATA, con lo scopo di analizzare la situazione reale dei bisogni del territorio nella loro veloce evoluzione. Con il COORDINAMENTO DELL'ASSESSORATO PROVINCIALE ALLE POLITICHE SOCIALI vanno pianificate almeno su base annua le attività sovra-ambito di FORMAZIONE CONTINUA degli operatori pubblici e privati del settore.

4. Attivare, anche in forma sperimentale, strutture organizzate funzionali ad accogliere e valorizzare in particolare i giovani e i talenti che vogliano cimentarsi nella elaborazione partecipata e autopropositiva dei processi dello sviluppo territoriale e della qualità della vita, sul modello del “FUTURE CENTER”, integrandole e rapportandole con le attività, istituzionali e non, di laboratori culturali, sistemi per l'innovazione, centri servizi, uffici Europa. Nell'immediato questa attività potrebbe svolgersi anche in Istituti Scolastici con idonea disponibilità di spazi. 

5. Attuare o pianificare da parte degli Enti Locali POLITICHE IMPOSITIVE E TARIFFARIE SOLIDALI, in riferimento al sostentamento dei servizi pubblici, che considerino le condizioni reddituali effettive dei cittadini e delle famiglie, esonerando o prevedendo agevolazioni per le fasce deboli.
6. Prevedere, negli organismi istituzionali e nelle procedure pubbliche riferite a STRUMENTI E INTERVENTI URBANISTICI E POLITICHE ABITATIVE (PUG, commissioni edilizie, PIRP), l'apporto integrato e stabile di competenze e finalità di coesione sociale. 

7. Rendere culturalmente riconosciuti e concretamente esigibili I DIRITTI E L'INTEGRAZIONE SOCIALE DEI MIGRANTI presenti regolarmente sul territorio, attraverso la promozione di iniziative e strutture (come la CONSULTA DEI MIGRANTI) che ne favoriscano l'inclusione sociale e il diretto coinvolgimento rispetto alle priorità abitative, della salute, dell'apprendimento della lingua, dell'istruzione.
8. Rafforzare LE POLITICHE DI LEGALITÀ, sul modello del Patto per la città attivato a Manfredonia, coinvolgendo tutti i soggetti significativi della vita locale ed estendendo a tutti i principali settori (pubblica amministrazione, attività produttive, scuola e formazione, territorio e ambiente, cultura e sport) le azioni specifiche propedeutiche a prevenire fenomeni criminosi o lesivi di leggi e norme di civile convivenza. In questo quadro rientrano, fra l'altro, l'etica dell'attività politica ed istituzionale e l'azione per il diritto ad un lavoro dignitoso, non sfruttato e sicuro.

9. Mettere la persona e la famiglia al centro di ogni intervento sociale richiede l'elaborazione di una ANALISI SULLA CONDIZIONE ECONOMICA E DI VITA DELLE FAMIGLIE IN CAPITANATA, che va realizzata al più presto per prevedere gli interventi e pianificare le politiche in grado di considerare maggiormente i bisogni e i cambiamenti determinatisi in seguito alla crisi.

10. Implementare e sostenere gli interventi per la CONCILIAZIONE VITA-LAVORO DELLE DONNE (come l'incentivazione alla gestione flessibile del lavoro in azienda, l'innovazione nei servizi per l'intrattenimento dei bambini, il potenziamento e la riqualificazione di alcuni servizi attivati come quelli domiciliari, il doposcuola, ecc.), favorendo l’inserimento e la regolarità nell’impegno lavorativo e valorizzando la specificità del ruolo e delle esigenze delle donne, sostenendone le iniziative con le quali possano meglio esprimere una identità che le renda protagoniste a pieno titolo nella società e nel territorio.

Coordinamento Associazione
"Lavoro&Welfare" Capitanata

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