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giovedì 10 febbraio 2011

Manfredonia: San Leonardo, ritorni un monastero, per la sua salvezza

Il complesso monumentale di San Leonardo in Lama Volara, dopo una stagione di rinascita coincisa con i restauri degli anni ’50, che ne restituirono al culto la chiesa, ha subito decenni di abbandono che hanno ridotto le fabbriche conventuali per lo più allo stato di ruderi.
La sola funzione di monumento non basta a garantire l’incolumità del bene architettonico: occorre una presenza operativa sul posto, che eviti il perpetrarsi di atti sacrileghi e consenta una reale fruibilità del sito.

In questo contesto l’Amministrazione Comunale di Manfredonia, d’intesa con la Curia Arcivescovile di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, ente titolare del complesso monumentale, ha sempre assicurato il supporto logistico per consentire l’accessibilità al sito, fornendo gratuitamente i servizi essenziali: energia elettrica, acqua e periodiche operazioni di pulizia e manutenzione degli impianti, oltre al servizio di vigilanza assicurato dalle forze di Polizia Locale in occasione di eventi che prevedevano maggior affluenza.
Ma non ci si è limitati a questo.
In questa difficile fase di passaggio, in attesa di una ridefinizione del ruolo e delle funzioni del bene architettonico, l’opera di supplenza del Comune di Manfredonia ha riguardato anche la promozione e la valorizzazione: d’intesa con la proprietà, infatti, il sito è stato candidato a tutte le opportunità di finanziamento che si sono presentate, con l’auspicio di mettere in cantiere i necessari restauri.

Inoltre, da circa 15 anni, l’Amministrazione Comunale sostiene iniziative di carattere culturale, intraprese con la fattiva collaborazione dell’associazione culturale ‘Guilielmus –per la rinascita di San Leonardo’.
Per ricordarne giusto alcune:
- la ricostruzione dei plutei della cisterna Caetani, trafugati nel 1989 e ricollocati in situ il 21 giugno 1997, in occasione dell’annuale ricorrenza del fenomeno del solstizio d’estate;

- la donazione, il restauro e la pubblicazione del ‘Cabreo di San Leonardo’, dal 1999 conservato presso la Biblioteca Comunale di Palazzo Celestini;
- il Convegno Internazionale sulla storia dell’abbazia, in collaborazione con il Centro Studi sulla Storia dell’Ordine Teutonico nel Mediterraneo, diretto dal professore Hubert Houben, e con l’Università degli Studi di Lecce, che ha visto riuniti i massimi studiosi di storia medievale meridionale nel suggestivo scenario della chiesa, e i cui atti sono stati pubblicati dall’editore Congedo nel 2006.

Tuttavia l’Amministrazione, in sinergia con la Soprintendenza ai Beni Culturali e la Curia Arcivescovile, negli ultimi anni auspica e sostiene il ripristino della destinazione d’uso originaria del sito, con il rientro di una comunità monastica.
Questa operazione, infatti, già felicemente sperimentata per l’abbazia di Pulsano, un altro complesso medievale fino a qualche anno fa ridotto in stato miserevole e oggi rinato, assicurerebbe non soltanto l’autosufficienza del sito in perfetta sintonia con la sua storia secolare, ma lo avvierebbe a una vera e propria rinascita.
Alla comunità religiosa, già individuata e disponibile a insediarsi da subito sul sito, il Comune di Manfredonia ha offerto tutto il supporto logistico necessario per ridurre i disagi, in attesa che le restanti fabbriche conventuali siano finalmente restaurate.


Ufficio Stampa e Comunicazione
Comune di Manfredonia


Foto tratte dal sito http://www.sanleonardodisiponto.it/index.php

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