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mercoledì 1 agosto 2012

Mercato Manfredonia: I commercianti baresi ricorrono al Consiglio di Stato, e chiedono i danni

Sono trascorsi più di sei lunghi ed indimenticabili mesi durante i quali una strategia cieca e per nulla lungimirante ha messo a dura prova la tenuta di quello che era uno dei mercati settimanali più prestigiosi, più importanti, più remunerativi, più frequentati, più valorizzati e più incantevoli dell'intero Meridione d'Italia, invidiato dagli imprenditori di tutte le altre Province e della stessa area foggiana.
Il mercato del mercoledì di Manfredonia, trasferito di zona e spostato al martedì, non ha tenuto, come ampiamente previsto, e quanto accaduto in questi mesi sono solo alcuni dei disagi che ancora si verificheranno sicuramente se non si ferma immediatamente questa scelta scellerata, ambigua, irragionevole e dannosa, per (quasi) tutti, sicuramente per tutti gli ambulanti parte passiva di un gioco al massacro senza precedenti che si vorrebbe ancora far continuare.

Il Ricorso al Consiglio di Stato, all'Ecc.mo Consiglio di Stato a Roma, è l’epilogo di un dramma che ha già prodotto troppe vittime e che non si può consentire ne produca tante altre ancora, al punto da rischiare il calo definitivo dell'attrattività di quell'evento unico e storico chiamato “Mercato del mercoledì di Manfredonia”.
Le Associazioni di Categoria Fiva Confcommercio, Anva Confesercenti, Bat Commercio 2010/CNA – Unimpresa hanno quindi deciso, ai più alti livelli, di procedere nella ricerca della Verità e Giustizia perché questo è il senso di responsabilità che è stato chiesto e già da oggi sono tantissimi coloro i quali vorrebbero condividere tale scelta, purtroppo non potendosi aggiungere ai già numerosi firmatari del Ricorso, avendo compreso quanto non attecchisca più la tecnica degli "incantatori di serpenti", in qualunque giungla essi si muovano.
Grazie al meticoloso lavoro del noto e stimato Avvocato Sabino PERSICHELLA, il Ricorso prende le vie per Roma e la destinazione sarà il luogo in cui sarà fatta Giustizia rispetto al mancato riconoscimento dei Diritti Reali delle Persone e delle Imprese con soddisfazione per l'abbattimento morale, professionale, personale, familiare e psicologico subito da quanti hanno dovuto accettare "per forza" decisioni non condivise e, ad avviso dei ricorrenti, ingiuste e vessatorie.
Le conseguenze?
POTREBBERO ANCHE ESSERE DRAMMATICHE PERCHE' ORA IL "DANNO" E' CONSOLIDATO E IL RICONOSCIMENTO DI QUESTO DANNO POTREBBE SERIAMENTE RAPPRESENTARE UN CASO RARISSIMO SE NON UNICO RISPETTO ALLA "CHIAMATA" ALLA RESPONSABILITA' DI QUANTI HANNO OPERATO NELLA DIREZIONE CONTESTATA; UNA “CHIAMATA” NON SOLO IN TERMINI DI RESPONSABILITA’ POLITICA ED ISTITUZIONALE, NEL CASO IN CUI SI DECIDA DI FAR VALERE, SUCCESSIVAMENTE, LE RAGIONI ANCHE IN ALTRE SEDI.

Si sarebbe potuto evitare tutto questo? 
Forse si, se si fosse intervenuti per tempo con Atti concreti, tangibili, evidenti, pubblici, validi, riconosciuti e trasparenti. 
Questi Atti non sono mai stati prodotti e l'attesa di un momento di riconciliazione seppur molte volte richiesto anche pubblicamente all'Amministrazione Comunale non è mai arrivato seppur ANCORA OGGI TANTO ATTESO per un civile confronto anche rispetto a ciò che l'esperienza di questi mesi ha rappresentato non solo per gli ambulanti stessi ma per i consumatori e l'intera economia cittadina, oltre che per il tessuto Sociale di Manfredonia.
No, non si vuole rovinare l'estate a nessuno ma rimane integra la consapevolezza di aver espletato qualsiasi tentativo per ricomporre "la frattura" se di frattura si sia trattata, anche con un chiarimento diretto, forse anche "dovuto", con il Sindaco Angelo Riccardi che invece ha ritenuto di non prestare ascolto.
Gli errori? Sicuramente ce ne sono stati, forse anche da parte di chi oggi va avanti con il Ricorso ma la differenza è sempre quella: c'è chi “sbaglia nel fare” e chi “sbaglia nel premeditare e nel congiurare” e la differenza è sostanziale.

Area Coordinamento Azione Legale

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Ogni sovrano,vescovo ,casata ecc.ecc.,quando diventa importante o inizia un suo personale mandato,si crea un proprio motto,il nostro,l'ha preso in prestito da un grande intellettuale francese,Jean Rougel,ossia;MEGLIO DISTRUGGERE CHE CREARE,di modo che chi verrà dopo,ripristinando lo stato di cose iniziale,darà la sensazione di aver ricreato qualcosa,e tutto ciò rientra nei DNA dei nostri politici di sinistra o di destra che siano.Cosa ricorderanno i posteri degli ultimi amministratori(si ricorda quanto fatto dal Podestà Simone Pietro e dal Sindaco Brigida!ma di tanti altri,si ricorderà il saccheggio della città!);degli ultimi arcivescovi(da dopo Cesarano!);dei grandi latifondisti ;dei grandi ingegneri ed architetti,ecc.ecc.?

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