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mercoledì 4 luglio 2012

Polizia Manfredonia: Operazioni nel territorio Garganico, per migliorare la sicurezza dei cittadini

Dopo l’arresto nei mesi scorsi di diversi rapinatori viestani in trasferta al nord, ove si erano specializzati nel compiere rapine in danno di gioiellerie, con l’avvicinarsi della stagione estiva la Polizia di Stato ha disposto l’intensificazione dei servizi di vigilanza sul litorale garganico e nella cittadina di Vieste in particolare, con l’impiego di personale in uniforme ed in borghese, per contrastare fenomeni di microcriminalità e di illegalità diffusa, al fine di aumentare la percezione di sicurezza in un luogo che d’estate si riempie di migliaia di utenti, sia di giorno che di notte, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente le misure di vigilanza su una città troppo spesso denigrata per singoli episodi che nulla hanno a che vedere con la qualità del territorio.
 E oggi è chiaro che la riviera, l’intera costa, è ben controllata per scongiurare il rischio di divenire ‘vittime’ di fenomeni di microcriminalità durante le vacanze.
 
Da tempo personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato P.S. di Manfredonia e della Squadra Mobile di Foggia, coadiuvato da personale del Reparto Prevenzione Crimine di Bari effettua difatti controlli e perquisizioni a soggetti italiani ed extracomunitari, non escludendo una composizione eterogenea degli autori dei reati ed è grazie al lavoro degli agenti della Polizia di Stato ed ad una forma di ‘sicurezza partecipata’, fondata sulla collaborazione tra cittadino e Forze dell’Ordine che si sono raggiunti alcuni successi, come i nuovi due episodi che si vanno a raccontare .
Nei giorni scorsi veniva denunciato in stato di libertà R.G, di anni 34, nato a San Severo, residente a Vieste, in località Tomarosso perché resosi responsabile di coltivazione di sostanza stupefacente del tipo marijuana.
Un poliziotto, che attualmente si occupa stabilmente di attività di indagine su Vieste, apprendeva da notizia info-investigativa che un viestano in località Tomarosso si stava dedicando alla coltivazione di diverse piante di marijuana, droga da lui in parte già ceduta “al minuto”; si predisponeva pertanto idoneo servizio volto ad accertare la veridicità della notizia ed eventualmente a reprimere il reato: personale della Squadra Mobile di Foggia e del Commissariato di Manfredonia, unitamente a personale del RPC di Bari faceva quindi irruzione in una masseria ubicata in Vieste alla località Tomarosso, non dopo averla circondata in quanto era stata segnalata la possibilità che il reo potesse darsi alla fuga, costatando la perfetta corrispondenza della segnalazione ricevuta e rinvenendo effettivamente alcune piante di marijuana alte più di un metro e mezzo.
Al fine di provvedere alla completa identificazione dell’indagato lo stesso veniva accompagnato presso la Sottosezione Polizia Stradale di Vieste ove si provvedeva alla redazione degli atti di rito; si sottoponeva a sequestro penale la sostanza stupefacente, risultata, al narcotest effettuato dal Gabinetto di Polizia Scientifica, essere marijuana ed a denunciarne il coltivatore in stato di libertà, poi immediatamente rilasciato al termine delle incombenze di rito.
Nella flagranza del reato si provvedeva altresì ad effettuare perquisizioni domiciliari presso le abitazioni di altri soggetti, al fine di rinvenire ulteriore sostanza stupefacente, il tutto con esito negativo.

Da ulteriore attività info-investigativa personale dipendente apprendeva altresì che da tempo nel centro storico furoreggiava RICCIARDELLI Nunzio, di anni 46, nato e residente a Vieste, dedito allo spaccio al minuto di sostanza stupefacente ed a reati di criminalità in genere, sia in danno di alcuni proprietari di esercizi commerciali che di turisti in visita ai pittoreschi quartieri di Vieste; ieri personale della Squadra di P.G. e della Squadra Mobile di Foggia, unitamente a personale del R.P.C. di Bari, lo traeva in arresto perché resosi responsabile dei reati di ricettazione, indebito utilizzo di carte di credito (previsto e punito dalla nuova normativa antiriciclaggio Legge 231/2007), violenza resistenza e lesioni a P.U., nonché porto abusivo di strumenti atti ad offendere.
Nel tardo pomeriggio gli operanti effettuavano un breve appostamento in Vieste, alla Piazza Vittorio Emanuele, luogo notoriamente frequentato da spacciatori e tossicodipendenti locali; ivi notavano due giovani stazionare con fare sospetto per cui i poliziotti provvedevano a controllare i due soggetti, tra cui Ricciardelli Nunzio ed un altro pregiudicato locale, con l’intento di sottoporli a perquisizione personale. 
Al Ricciardelli, notato in atteggiamento spaventato e nervoso, il personale operante chiedeva cosa avesse con se ed egli immediatamente apriva il marsupio consegnando spontaneamente una dose di cocaina, proferendo poi agli operatori “ve la do io basta che ve ne andate”; affermazione che insospettiva gli agenti facendoli determinare ad approfondire tutti gli accertamenti e di estendere la perquisizione alla sua abitazione ubicata nelle stradine del centro storico; perquisendo il suo portafogli si rinvenivano tre carte di credito prepagate complete di PIN segreto, una delle quali intestata ad una donna di cui il perquisito asseriva essere cugino e di aver una delega a prelevare.
Chiesto maggiori delucidazioni all’individuo questi non solo si innervosiva ma ben presto sferrava un pugno ed un calcio ad un poliziotto, girandosi di scatto e tentando di darsi alla fuga nelle viuzze del centro storico; grazie alla prontezza degli operanti veniva però immediatamente riacciuffato e bloccato a terra, ove continuava a dimenarsi; nella colluttazione un operante riportava varie lesioni, refertate successivamente presso il locale Pronto Soccorso di Vieste. 

Si terminava così la perquisizione personale rinvenendo ulteriormente addosso al perquisito un punteruolo in ferro della lunghezza di 19 centimetri, atto poi esteso all’abitazione di domicilio, casa tra l’altro occupata abusivamente.
Per quanto accertato il fermato veniva tratto in arresto per i reati di resistenza violenza e lesioni a P.U. , mentre continuavano gli altri accertamenti per appurare la provenienza delle carte di credito. 
Si apprendeva che la titolare di una di esse lavorava presso una locale enoteca, per cui la donna veniva immediatamente contattata, trovando in loco anche suo figlio. 
Entrambi raccontavano che la loro abitazione, ubicata nel centro storico di Vieste, era stata fatta oggetto di furto in occasione della scorsa festa patronale, asserendo che la casa era stata messa talmente a soqquadro tanto da aver fatto fatica ad effettuare un inventario di quanto asportato. 
Chiestogli se fra la refurtiva vi fosse anche la carta di credito rispondevano affermativamente, riconoscendola senza ombra di dubbio così come il foglietto riportante il PIN segreto della stessa.
Tramite il numero verde 800444223 si appurava che detta carta di credito era stata ripetutamente utilizzata di recente per dei tentativi di prelievo, tutti non andati a buon fine solo a causa della mancanza di fondi presenti sulla stessa. 
Alla luce di ciò al reo si contestava la ricettazione del biglietto riportante il PIN segreto della carta di credito e l’indebito utilizzo della carta di credito.
Le carte di credito con annessi codici PIN ed il punteruolo in ferro venivano sottoposti a sequestro mentre la sostanza stupefacente del tipo cocaina veniva sottoposta a sequestro amministrativo in sede di contestazione dell’illecito amministrativo di cui all’art. 75 dpr 309/90.
Dopo le formalità di rito RICCIARDELLI Nunzio veniva quindi associato alla Casa Circondariale di Foggia a disposizione dell’A.G. competente.

La citata operazione di Polizia è un importante segnale che testimonia sia la crescente attenzione da parte della Polizia di Stato, che lavora costantemente per assicurare sicurezza sul territorio viestano, sia la crescente collaborazione e l’attenzione da parte dei cittadini di fronte a reati e degrado, un segno di fiducia e collaborazione da parte delle persone oneste; è grazie infatti alla segnalazione fornita al personale operante che è stato possibile individuare, identificare e denunciare il coltivatore di marijuana ma anche di individuare e perseguire l’odierno arrestato; dimostra come gli stessi cittadini, attraverso la loro collaborazione, possono offrire indicazioni utili alla Polizia. 
E’ un ottimo esempio di sicurezza partecipata in quanto c’è bisogno di informazione e conoscenza e questa si forma a partire dalle esperienze di tutti i cittadini, tema sul quale si è ripetutamente espresso anche il capo della polizia, Prefetto Manganelli. 

Commissariato di Polizia

Manfredonia

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