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giovedì 3 maggio 2012

Manfredonia: 1^ Maggio, destinazione futuro, i Giovani Democratici, lo auspicano e lo pretendono

La festa dei lavoratori nasce, in quasi tutti i paesi del mondo, per celebrare le battaglie operaie per la conquista dei loro diritti.
La crisi e la difficile situazione che, di conseguenza, si ritrova a vivere la moltitudine di disoccupati e precari, rendono impossibile concepire questa ricorrenza ancora nei termini di “festa”.
Eppure oggi più che mai diventa importante trarne spunto per interrogarci sul significato profondo del lavoro, di quanto esso da diritto inalienabile si stia trasformando sempre più in un una sorta di “privilegio”.
In particolare a pagarne il prezzo più alto siamo noi giovani che sempre più vediamo come utopica la pianificazione di un futuro, la possibilità di affermare noi stessi con una precisa collocazione in questa società, depauperati da ogni prospettiva e costretti a vivere alla giornata

Molti di noi sono giovani che hanno alle spalle anni e anni di studio (laurea, specialistica e master compreso), che hanno visto i propri genitori costretti a numerosi sacrifici per far sì che questi risultati fossero conseguiti, e che alla fine, non solo non possono spendere le proprie conoscenze nell’ambito di pertinenza, e quindi mirare a quella che dovrebbe essere la logica conseguenza di questi percorsi, ma devono accontentarsi di lavori di fortuna, mal pagati, non tutelati nei propri diritti, spesso costretti a lavorare in nero.
Ci ritroviamo ad essere schiavi silenziosi di un sistema incancrenito.

Noi Giovani Democratici, tuttavia, siamo cervelli in “furia” e non in “fuga”, non cavalchiamo l’onda dell’antipolitica, perché crediamo nell’alternativa politica e che solo da essa possano nascere risposte concrete a questo quadro, ad oggi, così fosco.
Risposte che devono andare nella direzione, non solo dell’aumento della quantità del lavoro, ma porre l’accento sulla qualità dello stesso, sulla crescita e sullo sviluppo, aspetti imprescindibilmente legati alla ricerca e all’innovazione.
Per tutte queste ragioni crediamo sia ancora importante celebrare il 1° maggio, perché l’ancora della storia ci aiuterà a rivalutare la dignità del lavoratore, perché la sua nobilitazione sia il fine della nostra lotta quotidiana e perché oggi più che mai abbiamo una battaglia da vincere: riappropriarci del nostro DIRITTO AL LAVORO!

Michela Mastroluca, coordinatrice

Giovani Democratici di Manfredonia

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Dopo il padre,la figlia?Se è come penso,e dopo tutto quanto ha detto e non ha fatto il padre,per Manfredonia,ora si capisce,il motivo per cui le persone si allontanano,sempre più dalla politica!Cosa hanno fatto i Giovani del PD,per Manfredonia?E non solo quelli del PD?Evidentemente,come è successo e succede,in tante altre famiglie,la politica(!)ce l'hanno nel sangue o il business,legato ad essa?Dove stavano i giovani Democratici,sino ad oggi,per la difesa del posto di lavoro e la salvaguardia del territorio?Dove sono stati,sinio ad oggi,questi,baldi giovani,per non far distruggere la nostra città?Dove erano?Forse,ed è la cosa più probabile,in attesa di occupare i posti futuri!Soprattutto ,quando si ha già la pancia piena e la si vorrebbe,continuare a riempire.Se non cambiamo atteggiamento,altro che antipolitica!Di Pietro una cosa buona ha detto;LA GENTE NON NE PUO'PIU' DELLE PAROLE,VUOLE FATTI,ALTRIMENTI,PUO' SCOPPIARE UNA RIVOLTA SOCIALE,DALLE CONSEGUENZE INIMMAGINABILI!

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