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mercoledì 11 aprile 2012

Polizia Manfredonia: Arrestati 2 ragazzi, per rapine in gioiellerie a Pescara

Personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato P.S. di Manfredonia e della Squadra Mobile di Foggia, in collaborazione con personale della Squadra Mobile della Questura di Pescara ha proceduto stamane all’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, nei confronti di MASTROMATTEO Marco, di anni 23, nato a San Giovanni Rotondo ma residente a Vieste e di LA TORRE Paolo, di anni 22, nato a Manfredonia, viestano ora residente a Novara.
In particolare il Mastromatteo Marco è ritenuto responsabile di due rapine a mano armata, la prima perpetrata nel Febbraio 2011, in concorso con due persone non identificate, in danno di una gioielleria di Pescara, ove aveva fatto irruzione e sequestrato due donne, legandole ed asportando gioielli per euro 180000,00 più la somma di euro 2000,00 in contanti, la seconda avvenuta nell’Aprile del 2011, sempre a Pescara, ai danni di una locale gioielleria; egli, in concorso con LA TORRE Paolo, utilizzando una pistola, faceva irruzione nell’esercizio commerciale, sequestrando momentaneamente il titolare e la sua collaboratrice, asportando gioielli per un valore complessivo di euro 250000,00 circa.

Come già in altre occasioni comunicato, la giornaliera attività di prevenzione e repressione svolta da personale della Squadra Mobile di Foggia e del Commissariato P.S. di Manfredonia che opera stabilmente in Vieste, ha fatto si che diversi pregiudicati locali, vistosi aumentare il contrasto delle Forze del Ordine a livello locale, hanno differenziato l’attività, avente ora come finalità quella di commettere rapine, soprattutto in danno di gioiellerie in ambito pressoché nazionale, come dimostrato dalla seguente narrazione dei fatti:
Lo scorso 11 Febbraio 2011 un gruppo viestano prendeva di mira la gioielleria "De Sanctis" di Pescara; all’interno entrava un individuo chiedendo di visionare un girocollo esposto in vetrina o altro simile oggetto, sopraggiungendo altri due giovani che chiedevano di vedere altri oggetti.
La titolare, mentre stava prelevando oggetti in cassaforte da mostrare agli avventori, si avvedeva che i tre stavano parlando tra di loro e, insospettita, cercava di tornare indietro, ma veniva bloccata da uno dei rapinatori, che costringevano sia lei che una commessa ad inginocchiarsi, legandole per le mani e contestualmente puntando un coltello alla tempia della titolare ed intimando ad entrambe di stare zitte.
I rapinatori quindi, prima di aprire la cassaforte, si impossessavano dell'hard disk del sistema di videosorveglianza e poi degli oggetti custoditi in cassaforte.

Quanto alla seconda rapina di cui alle odierne contestazioni, occorsa in data 19 aprile 2011, verso le ore 13.05 tre persone, a volto scoperto, entravano all'interno di un’altra gioielleria di Pescara e, dopo aver minacciato con una pistola il titolare e la commessa, li avevano legati con nastro adesivo, impossessandosi degli oggetti in oro custoditi in cassaforte, dandosi poi alla fuga e portando con loro il telefono cellulare della vittima.
La Polizia, prontamente intervenuta, repertava e sequestrava il nastro adesivo utilizzato dai rapinatori, per verificare la presenza di impronte, nonché il filmato della rapina, mentre a distanza di qualche giorno veniva reperita la pistola utilizzata dai rapinatori ed il telefono cellulare sottratto, abbandonati dai rapinatori all'interno di una vicina area.
La dinamica di entrambe le rapine, ricostruita sulla scorta delle testimonianze rese dalle persone offese, titolari e collaboratori delle attività commerciali prese di mire dai malviventi, evidenziavano modus operandi simile quanto ai ruoli dei rapinatori e la dinamica della sottomissione delle persone offese, in un'occasione utilizzando un coltello, nell'altra la pistola, e la provenienza dei rapinatori da unica area geografica, posto che le persone offese direttamente coinvolte, nel fornire dettagliate descrizioni dei rapinatori, riferivano quale elemento comune l'inflessione dialettale pugliese. 

L'attività investigativa, svolta fra vari Uffici di Polizia, consentiva di pervenire alla identificazione degli odierni arrestati.
In particolare la Polizia Giudiziaria, attraverso minuzioso lavoro di verifica di analoghi fatti criminali avvenuti in zone limitrofe ad opera di soggetti provenienti dall'area garganica e grazie alle risultanze del filmato dei rapinatori registrato all'interno di una gioielleria, acclaravano la coincidenza tra l'immagine dei due rapinatori entrati nel citato negozio di preziosi e gli indagati Mastromatteo Marco e La Torre Paolo, già arrestati per reati in materia di armi e ricettazione, lo scorso Novembre 2011 a Bologna, assieme ad altri due viestani, nonché il solo La Torre Paolo destinatario (unitamente ad altro malavitoso viestano) di ordinanza di custodia cautelare emessa dalla A.G. di Fermo in relazione ad una rapina in una gioielleria di Porto San Giorgio commessa con modalità simili.
Dall'attività investigativa emergeva che il Mastromatteo ed il La Torre Paolo risultavano far parte di un gruppo di soggetti, tutti di origine garganica, più volte controllati insieme, a testimonianza non solo di conoscenza ma di stabile frequentazione e, sulla scorta di questi elementi veniva operata una comparazione fisiognomica che permetteva l’identificazione degli indagati.
Dopo ciò veniva eseguita individuazione fotografica dei rapinatori da parte delle vittime, con esito positivo.

Ha ritenuto il GIP che l'esito delle individuazioni fotografiche, le caratteristiche fisiche dei rapinatori (esattamente corrispondenti alle dichiarazioni rese dai testimoni oculari), l'inflessione dialettale pugliese notata in entrambe le rapine, la provenienza geografica comune degli indagati e soprattutto la stabilità dei legami fra i due indagati ed il coinvolgimento degli stessi nelle attività delittuose, sono elementi che portano a ritenere pienamente sussistente un quadro gravemente indiziario nei loro confronti e che, nel caso di specie, ricorressero rilevanti esigenze special preventive, avuto riguardo alle specifiche modalità dei fatti, trattandosi di rapine compiute in più persone, a distanza di centinaia di chilometri dai luoghi di residenza degli indagati, utilizzando armi e ponendo le persone offese in condizione di incapacità di reagire, immobilizzandole con nastro adesivo.
Faceva inoltre rilevare che, sotto tale profilo, gli elementi raccolti inducono ragionevolmente a ritenere che gli indagati facciano parte di un gruppo di più soggetti gravitanti e/o provenienti dall'area pugliese che, spostandosi a nord lungo la dorsale adriatica si rendono responsabili di analoghi reati commessi con violenza, contro il patrimonio, dimostrando in dette circostanze la non occasionalità dei fatti commessi in Pescara e la pervicacia delinquenziale dei prevenuti che, pur considerata la loro giovane età, hanno dimostrato una non comune abilità nell' eludere i controlli delle forze di polizia e garantirsi l'impunità per le attività delinquenziali poste in essere nel medesimo settore.

Commissariato di Polizia Manfredonia

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