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lunedì 2 aprile 2012

Manfredonia: Sel, NO al Governo Nazionale per la riforma dei diritti dei lavoratori

Il SEL di Manfredonia intende esprimere la più netta contrarietà per la politica governativa nazionale in merito alla riforma del mercato del lavoro (art. 18), che a noi appare mirata esclusivamente a privare la classe lavoratrice dei più elementari diritti di tutela
Riteniamo che una società civile non possa permettersi, soprattutto in momenti di crisi, di veder acuito il conflitto sociale nel Paese proprio quando sarebbe necessaria un’azione di responsabilità da parte di tutti, in primo luogo da parte del Governo e delle imprese, per rilanciare e qualificare il lavoro. 
La riforma del mercato del lavoro non può e non deve mirare in modo esclusivo all’abolizione dell’art. 18, ma deve essere finalizzata alla riduzione della precarietà per dare certezze ai lavoratori.

Con questa riforma ‘Monti – Fornero’, non c’è allargamento della platea dei potenziali beneficiari degli ammortizzatori sociali, a cominciare dai lavoratori a progetto e da tutti i lavoratori e lavoratrici precari. 
Noi riteniamo pertanto inammissibile, dopo i tagli alle pensioni, che la difesa dello stato sociale del nostro Paese compia ulteriori passi indietro.
Il SEL di Manfredonia auspica che, nel corso del dibattito parlamentare, le forze politiche possano apportare le necessarie correzioni per rendere la riforma equa, condivisa e funzionale, poiché così com’è essa non è accettabile. 
La nostra sezione auspica anche e chiede ai dirigenti nazionali e regionali di riprendere e sviluppare, in tutte le sedi opportune, ogni iniziativa a sostegno dei lavoratori e del sindacato. 
Dal canto nostro già ci stiamo adoperando nel promuovere iniziative pubbliche che mettano al centro i temi del lavoro e dell’occupazione, anche favorendo tavoli di confronto con imprese, sindacati e Regione Puglia.  

Urge dare risposte concrete al mondo del lavoro e a quei tanti giovani che, ormai disperati e disillusi, il lavoro non lo cercano più. 
Bene ha fatto, intanto, la CGIL a proclamare lo sciopero generale indetto anche contro l’arroganza della FIAT ed esprimiamo un plauso alla meritoria ostinazione della FIOM avuta in queste settimane e in questi giorni. 
Il nostro partito ha deciso di aderire totalmente a questa mobilitazione, auspicando che questo possa essere l’inizio di una nuova fase. 
Occorre, però, che tutti partecipino alle iniziative - poiché l’articolo 18 è una questione di diritti e di democrazia – tenendo presente che è necessaria una mobilitazione generale che coinvolga i sindacati di base, i movimenti, le associazioni e le forze politiche, soprattutto quelle di sinistra.


Il segretario cittadino di ‘Sinistra Ecologia e Libertà’

Avv. Michele La Torre

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