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venerdì 20 aprile 2012

Ex Enichem: Bordo, il Governo intervenga, ed elimini, i rischi della discarica di rifiuti tossici e nocivi

“Il Governo deve intervenire con la necessaria urgenza per accertare la consistenza e pericolosità della discarica sottostante la ‘Pista Vigili del Fuoco’ ed adottare le misure necessarie a scongiurare rischi e pericoli per la popolazione e l’ambiente”
E’ quanto chiede Michele Bordo, deputato del PD, con l’interrogazione, depositata nel pomeriggio di ieri, che solleva in sede parlamentare il caso del deposito di “rifiuti speciali tossici e nocivi nella ‘Isola 16’ dell’ex petrolchimico Enichem di Manfredonia-Monte Sant’Angelo”
La scoperta è stata fatta dalla Syndial, società del gruppo Eni, impegnata nelle operazioni di bonifica del sito da oltre 10 anni, con l’obiettivo della sua “messa in sicurezza per riutilizzarlo a fini produttivi – scrive Bordo – considerata la sua prossimità al Porto Alti Fondali e all’area interessata dagli insediamenti industriali finanziati con il Contratto d’Area”.

Nell’ultimo rapporto sulle attività, redatto dalla Syndial e trasmesso alle istituzioni locali e territoriali interessate e competenti, emerge l’esistenza di una discarica contenente rifiuti speciali tossici e nocivi ubicata nella ‘Isola 16’, al di sotto di una piattaforma di cemento denominata ‘Pista Vigili del Fuoco’ – continua il deputato del PD – I primi e sommari rilievi, compiuti tra agosto e dicembre del 2011, hanno rilevato una diffusa contaminazione da caprolattame, cascame della produzione svolta per circa 30 anni nel petrolchimico”.  
“La società sostiene di aver avviato la valutazione degli interventi integrativi al programma dei lavori di bonifica e di aver formalizzato al Ministero dell’Ambiente una richiesta di variante ai progetti presentati nel 2000 per l’avvio delle attività”, scrive Bordo che aggiunge: “non ho motivo di dubitarne, ma ritengo più che opportuna una dettagliata e approfondita informativa dello stesso Ministero su una vicenda che ha allarmato non poco le comunità di Manfredonia e Monte Sant’Angelo, già segnate dai lutti di 17 operai dell’Enichem morti a causa di identiche forme di neoplasia”.

“Mi chiedo se non sia opportuno investire del caso anche la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, che in passato ha visitato più volte il sito manfredoniano in ragione della delicatezza ambientale e della complessità tecnica dell’intervento in atto – conclude Michele Bordo – 
Ciò che conta è arrivare presto a comprendere con esattezza cosa sia stato ‘tombato’ sotto il cemento della ‘pista Vigili del Fuoco’, per quale ragione la cosiddetta ‘discarica Marchesi’ sia stata scoperta solo qualche mese fa e cosa sia necessario fare per eliminare ogni rischio e pericolo”.

Ufficio di segreteria On. Michele Bordo

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma se lo sapevano pure le pietre che ,sotto l'INSULA 16,c'era e c'è tutta quella porcheria,COME NON POTEVATE SAPERLO ,VOI POLITICI CHE VIVETE O DOVRESTE VIVERE,PER DIFENDERE GLI INTERESSI ,NON SOLO PERSONALI,MA DELL'INTERA COLLETTIVITA'?Come ci si poteva fidare,delle smentite o foglietti,dati dai Responsabili dello Stabilimento?E di tutto il materiale,già BONIFICATO,lo sanno i nostri politici che fine ha fatto?Se lo sanno molti cittadini,ch'è stato utilizzato come materiale di riempimento,COME NON LO POTETE SAPERE,VOI POLITICI?Ma ,pensate,VERAMENTE,che abbiamo l'anello al naso o viviamo,ancora,all'epoca di PAPPAGONE?Siate seri e sbrigatevi.I soldi che vi state facendo,non vi terranno lontano,dai problemi della COLLETTIVITA',ossia dei cittadini di Manfredonia!

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