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martedì 17 aprile 2012

Idee x la Città: La buona Stella di San Leonardo, tra fede, arte e scienza

L’abbazia di San Leonardo in località lama volara di Manfredonia è notoriamente conosciuta ai più per il suo particolare portale istoriato ed i fenomeni astronomici del solstizio d’estate e degli equinozi. 
Non è questi che voglio esaminare, anche se li richiamerò per fare qualche considerazione, che ci si augura venga presa in considerazione specialmente dal pastore della nostra comunità e dai padri ricostruttori della preghiera, che renderanno il luogo più fruibile e sicuro, aprendolo al culto duraturo, e si spera pure alle novità che passo ad illustrare.

Durante il primo giorno di primavera mi son recato con un amico ad osservare il fenomeno dell’equinozio, che si manifesta con un raggio luminoso proveniente dalla facciata principale della chiesa, e che determina la proiezione di una mandola di luce sull’icona della Madonna col bambino, collocata sull’abside laterale della navata centrale. 
Ebbene, prima del culmine di tale fenomeno, sul raggio Solare ho posto un prisma, che ha proiettato la firma d’arcobaleno del nostro Sole (dovuta al ben noto fenomeno della diffrazione) sul capo dell’icona della “Sempre Vergine” e precisamente sulla sua Stella frontale (vedesi immagine). 

La visione di questo particolare mi ha evocato la Stella della natività di nostro Signore in Betlemme. 
Allora immaginate che ad accogliere il raggio del solstizio d’estate, proveniente dal tetto della Chiesa a mezzogiorno astronomico del 21 giugno, ci sia una formella metallica simile alla Stella di Betlemme
Tale manufatto, adagiato sul pavimento, in posizione centrale ai due pilastri prospicienti al portale laterale, può riflettere la luce del rosoncino ad undici petali richiamando la natività di Gesù.

La “Stella di San Leonardo” può essere caratterizzata dal fatto di avere 12 raggi, come i mesi dell’anno (gli stessi che ci vogliono per il ripetersi del fenomeno astronomico del solstizio estivo) e come gli apostoli che seguirono il “Messia”. 
Nella parte centrale della Stella si può posizionare il disco, ben dimensionato, che rifletterà la luce di Cristo nostro Sole. 
Dopo l’evento astronomico “la Stella di San Leonardo” può trovare posto sull’altare, dove continuare a celebrare messe in nome del Salvatore. 

Ricordo, come rappresentato dal portale della Chiesa, che l’oro, l’incenso e la mirra sono i tre doni che i Magi portano al Bambino Gesù; 
Sono tre doni dal significato simbolico (oro per la regalità del Bambino nato; incenso a ricordare la sua divinità; mirra, per parlarci del sacrificio di Gesù); 
Tali elementi possono ricorrere nel fenomeno del solstizio, in cui l’incenso può rendere più visibile il raggio solare, la mirra può conferire il suo inconfondibile profumo, citato sette volte nel Cantico dei Cantici, mentre l’oro denota la regalità del Cristo, che può essere impiegato per realizzare la formella a Stella, la quale può essere di metallo placcato d’oro, giallo per i raggi, e d’oro bianco per il disco. 
La scelta della placcatura è di ordine economico (per contenere i costi di realizzo), e di sicurezza per renderlo meno appetibile ai voleurs (ladri) che ancora insistono su tale luogo. 
Luogo che può essere caratterizzato dal fatto di far crescere: l’amore di Dio soprattutto a chi gli è distante. 

Si possono far crescere anche alcune specie botaniche come gli arbusti dell’incenso e della mirra, nelle aree attigue alla Chiesa (vedesi foto); 
Magari con qualche tabella riportante i passi della bibbia dove queste due piante sono citate e la relativa descrizione botanica e proprietà curative. 
Ulteriore chicca artistica ispirata dai fregi del portale è quella di realizzare un grappolo d’uva di cristallo, che agisca da prisma sul raggio luminoso, e che con i suoi mirabili colori renda la vita dei figli della luce, più colorita e consapevole. 
Consapevolezza da cercare sia nella parola di Dio, che nell’esperienza della scienza. 
A tal proposito può essere utile spiegare oltre l’evento astronomico, pure quello della rifrazione della luce studiato da I. Newton. 

Un’ipotesi di lavoro può essere pure quella di dare la possibilità di riprodurre artigianalmente ed in loco tali “oggetti artistici”: “la Stella di San Leonardo e l’uva di cristallo”, la prima prodotta da abili orafi come spilla o pendente, la seconda come souvenir prodotto da aziende che lavorano il vetro. 
E’ preferibile una produzione di vetro artistico artigianale dall’alto valore aggiunto, che produzioni di vetro industriali responsabili della fragilità dell’ecosistema locale. 
Il pianeta che ci sostenta dovrà tanto, oltre che agli artisti, pure agli inventori, ultimamente sì è riaperta la possibilità di produrre energia pulita, “riproducendo il Sole in Terra”, mediante la fusione fredda, il fenomeno che tiene accese le stelle. 
Questa notizia dà speranza alle future generazioni, facendole rientrare a pieno diritto come custodi del creato. 

Benedetto Monaco

Tecnico dello sviluppo del turismo Religioso



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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Che la Stella di San Leonardo conduca i pellegrini di domani alla riscoperta della luce del Cristo

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