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lunedì 30 aprile 2012

Favole Sipontine: L’ape paurosa

C’era una volta in un prato molto lontano da qui un alveare dove le pupe si erano già dischiuse da diversi giorni.
Fra le giovani api le più temerarie avevano già preso il volo mentre le più timide non si accingevano ancora ad allontanarsi dal nido.
Tutte però, chi in un modo e chi nell’altro, per l’inverno si davano un gran da fare.
Fra le api meno coraggiose di certo c’era Rosa, un’ape assai paurosa che esitava a lasciare il nido.
Intanto il tempo passava e l’estate si avvicinava e l’Ape Rosa aveva visto ormai tutte le sue compagne diventare grandi e volare lontane dall’alveare per poi tornare con pollini e leccornie che sarebbero serviti ad affrontare la stagione invernale.

Tutte le api infatti, ormai abbastanza grandi, avevano assegnatole la stessa mole di lavoro.
Tutte tranne una, l’Ape Rosa, così timida e paurosa da non essersi mai alzata in volo.
Questo comportamento cominciava a dar fastidio alle altre api: “Noi operiamo per mangiare e lei mangia senza operare” pensavano.
Anche l’Ape Regina l’aveva notato, lasciò correre però, convita che di lì a poco anche l’ultima fra le api avrebbe cominciato a collaborare così come era naturale che fosse. 
Le pupe si erano dischiuse tutte nella stessa giornata, le giovani api non avevano però preso il volo tutte assieme, ma chi prima e chi poi, ciascuna secondo i propri tempi, si erano date da fare.
L’Ape Rosa sarebbe stata semplicemente l’ultima.

La stagione estiva si prospettava ancora lunga e la piccola ape avrebbe avuto modo di recuperare. 
L’Ape Regina si mostrava, così, paziente e l’Ape Rosa si cullò un po’ di tale pazienza, allorché la Regina accortasi di ciò, un po’ contrariata, la ammonì: “Dove sono le tue compagne?”.
Sono fuori a cercare il polline” rispose l’Ape Rosa. “E tu perché non sei con loro?” le domandò l’Ape Regina.
Perché ho paura, ho paura di volare e di allontanarmi dalla colonia”. “Non hai paura però” replicò la Regina delle api “di mettere a dura prova la pazienza mia e delle tue compagne”. 
La piccola ape però sembrava non esser intimorita da tale avvertimento e continuò beata ad oziare nel suo nido. 
Allorché la Regina dovette ammonirla per la seconda volta: “Bada bene che la stagione estiva prima o poi terminerà. 
Per la stagione invernale potrai sostentarti solo con la metà di ciò che avrai raccolto, Ape Rosa, l’altra metà infatti dovrà servire alle future larve”.

La piccola ape evidentemente non pensava che la Regina delle api dicesse sul serio e continuò ad oziare nel suo nido.
Così ci fu un terzo avvertimento, l’Ape Regina aveva ormai perso la pazienza, la stagione estiva aveva aperto le porte alla stagione autunnale e l’Ape Rosa ebbe la sensazione che qualcosa sarebbe cambiato e questo pensiero non le piaceva affatto. 
L’Ape Regina infatti decretò: “Da questo momento in poi e per tutto l’inverno affinché ognuna di voi possa esser conscia dell’importanza del proprio ruolo nella colonia, che ognuna di voi si procuri il proprio sostentamento dal proprio operato”.
Così quando l’Ape Rosa andò a chiedere del polline e del nettare alle sue compagne per l’ennesima volta, per la prima volta le fu risposto: “No”. “Hai udito le disposizioni della Regina?” e a niente valsero le suppliche della piccola ape.
 Non restava che una sola cosa da fare: allontanarsi dall’alveare alla ricerca di cibo.
Ma l’Ape Rosa aveva ancora così tanta paura. “Non faranno sul serio” pensava fra sé “Aspetterò ancora un po’”.

Ma le sue compagne facevano proprio sul serio e le suppliche della piccola ape erano vane.
Così l’Ape Rosa indotta dalla necessità ed indebolita dalla fame si accinse a fare quel primo passo fuori dal nido che avrebbe dovuto fare già tempo addietro e si pentì presto di aver indugiato tanto.
Con l’autunno alle porte, infatti, il sole lasciava spesso posto alle nuvole, il caldo al freddo e l’arsura alla pioggia.
Per di più i fiori avevano cominciato a cadere e il cibo si faceva sempre più scarso e non sempre sufficiente alla piccola ape.
Senza provviste da parte l’inverno le si prospettava difficile e incerto.
Ah, perché ho indugiato tanto?” rimpiangeva l’Ape Rosa “E non ho approfittato della stagione propizia?”. 

Daniela Mauti

1 commenti:

muammar ha detto...

x la redazione: lo togliete per favore quel kakkio di banner della vodafon che ti segue nella notizia?

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