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lunedì 12 marzo 2012

Manfredonia: La campagna archeologica di Coppa Nevigata, ecco cosa è stato ritrovato

Ha avuto luogo nel mese di settembre 2011 la campagna di scavi sull’insediamento fortificato dell’età del Bronzo di Coppa Nevigata, a pochi chilometri da Manfredonia. 
La ricognizione è stata condotta dal Prof. Alberto Cazzella e Maurizio Moscoloni dell'Università di Roma "La Sapienza" Dipartimento di Scienze Storiche, Archeologiche e Antropologiche dell'Antichità (sezione di Paletnologia). 
Le prime ricerche documentate su tale sito sono attribuibili agli archeologi Quagliati e Mosso agli inizi del secolo scorso, successivamente dopo circa cinquant’anni, sotto la direzione di Puglisi, gli scavi proseguiranno fino al 1975, mentre dal 1983 riprenderanno sotto l’attuale direzione, che da allora conduce, a più riprese, meticolose campagne di scavo su di un’area di notevole interesse. 

Coppa Nevigata, infatti, era strategica per le prime genti che la abitarono, in quanto collocata in posizione limitrofa all’antica laguna. 
Un tempo qui vi sorgevano fortificazioni dalle spesse mura larghe fino ai 5,5 Mt., da alcune immagini potete apprezzare l’area in questione come si è presentata ad alcuni studiosi. 
Ricordiamo che il primo insediamento risale probabilmente al VI millenio a.C. “Neolitico Antico”, e l’occupazione è ripresa dalla fine dell’età del Bronzo Antico fino all’età del Ferro, XVIII-VIII sec .a.C. 
Cosa è stato ritrovato? 

Sono state individuate strutture (una canaletta di delimitazione di una capanna, colma di frammenti di concotto con impronte di canne e ramaglie, una struttura circolare con abbondante presenza di cenere, tracce di incendio riferibile al Protoappenninico recente (XVI sec. a.C.). 
Punte di frecce in selce indicano che l’incendio fu dovuto a un assedio
In tale periodo, come già verificato ampiamente in tutta l’area corrispondente indagata, l’abitato si estendeva al di fuori delle prime mura. 
In alcune aree sono presenti numerose strutture di combustione, tra cui almeno un probabile forno da pane.  

Tali strutture sono realizzate con piani di frammenti ceramici, fino a tre, sovrapposti e separati dalla stesa di un piano di argilla; abbondanti i semi carbonizzati, forse connessi con tale struttura, probabilmente utilizzata per la tostatura. 
Sono stati rinvenuti pure alcuni frammenti di ceramica di tipo miceneo, un peso da bilancia in pietra ed un coltello a lingua da presa con i chiodetti conservati
E’ stato inoltre trovato un altro frammento di corno segato, che si aggiunge a quelli rinvenuti nella precedente campagna di scavo. 
Non si può escludere pertanto che l’area sia stata sede di attività di lavorazioni artigianali e di scambi. 

   Benedetto Monaco

2 commenti:

Anonimo ha detto...

FANTASTICO

rossella ha detto...

avrei molte domande da fare, a riguardo...ma mi limito solamente a puntualizzare che sarei molto interessata a conoscere il tipo di costruzioni che sono state messe in atto e se il materiale, cioè i massi rocciosi calcari o no, sono autoctoni o provengono da altre parti d'Italia.
E' chiaro che è una buona ricerca.

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