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mercoledì 14 marzo 2012

Gatta: La nuova ordinanza balneare, con la stagione ridotta, e la chiusura alle 17, ammazza la Puglia

Il consigliere regionale avv. Giandiego Gatta, vice Presidente della Commissione Turismo, ha chiesto l’urgente intervento del Governatore Vendola perché sia sottratto, con effetto immediato, al settore Demanio e Patrimonio della Regione Puglia ogni competenza circa l’ordinanza balneare che disciplina tutte le attività sul demanio marittimo, per l’incapacità di saper interpretare le esigenze del territorio.
Il consigliere, nella nota inoltrata a Vendola ed agli assessori Godelli e Pelillo, afferma…”di essere preoccupato dalle notizie circa la predisposizione dell’ordinanza balneare che peggio dello scorso anno, anziché andare incontro alle esigenze del turismo pugliese, lo mortifica, addirittura contraendo il periodo dell’attività balneare anziché ampliarlo, come accade in tutto il mondo e nelle altre regioni italiane. 

I dirigenti ed i funzionari del Servizio Patrimonio e Demanio della Regione sembrano preoccupati di soddisfare solo le esigenze di ben individuate lobby di operatori che operano in zone con il turismo pendolare di quartiere, interessati solo a ridurre i propri rischi imprenditoriali e, quindi, l’apertura della stagione a 60 giorni (esclude quest’anno, ad esempio, il periodo pasquale).
Vendola convochi subito i vertici del Turismo, i sindacati e gli imprenditori del Turismo, chieda aiuto al responsabile del settore Demanio della Direzione Regionale Marittima, massimo esperto di balneazione in Italia, e lui che è amante del bello e che ha girato le spiagge del mondo, si renda parte attiva nel predisporre una ordinanza degna del terzo millennio che metta da parte l’oscurantismo nel quale viene cacciata la Puglia da chi, in nome di un confuso ambientalismo, nega ai bambini anche i castelli di sabbia ed agli adulti il bagno dopo le 17.00!!.


Giandiego Gatta
Consigliere Regionale PDL

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Inventare notizie o credenze su un documento inesistente che vengono poi criticate e attaccate per attaccare la fonte di quel documento.
Questo tipo di "ragionamento" è fallace, perché attaccare una distorta versione di una posizione non riesce a costituire un attacco alla effettiva posizione.
La tecnica è detta "fallacia dell'uomo di paglia", e l'etimologia trae origine dagli uomini che si trovavano davanti palazzi di giustizia con una cannuccia nella scarpa per indicare la loro volontà di essere una falsa testimonianza.

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