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martedì 21 febbraio 2012

Oasi Lago Salso: Salvato un cavallo, 700 gru in migrazione, e il ritorno delle cicogne

Sabato scorso una lieta fine per una storia che poteva avere un ben peggiore epilogo, due cavalieri nell’attraversare l’Oasi Lago Salso si sono imbattuti in un banco di fango che ha fatto temere il peggio per uno dei due cavalli affondato fino al garrese
Il pronto intervento degli operatori del Centro Studi Naturalistici, insieme all’indispensabile aiuto di una squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Manfredonia hanno consentito il salvataggio dell’animale che ormai da due ore si trovava bloccato nel fango.

Oltre alla riuscita dell’operazione di salvataggio, preme, agli operatori dell’Oasi Lago Salso, come afferma Matteo Caldarella, sottolineare che l’accesso all’area protetta non è consentito (al momento) se non in presenza di una guida o con precise autorizzazioni. 
Naturalmente la massima disponibilità si dichiara proprio per far fruire in maniera corretta gli esperti e gli amanti degli sport equestri per evitare i pericoli intrinseci di una zona umida e per evitare il disturbo (anche involontario) alle innumerevoli specie di rilevanza naturalistica presenti nel sito.
Ai seguenti indirizzi web si potranno chiedere maggiori informazioni per la fruizione del sito.

Nonostante la neve che ricopre ancora gran parte del territorio, le temperature più miti degli ultimi giorni hanno di fatto ripartire la primavera ed eccezionali eventi naturalistici nelle aree più importanti sono stati registrati dai ricercatori del Centro Studi Naturalistici come confermano le immagini di Matteo Caldarella (referente per la fauna del Centro Studi Naturalistici).
Oltre 700 gru in migrazione si sono fermate per alcuni giorni in una delle aree del Tavoliere meno toccate dai tanti progetti di “valorizzazione energetica” come impianto di eolico o vasti impianti fotovoltaici, la gru (Grus grus) è una delle specie una volta presenti in gran numero in Capitanata tanto da spingere Federico II a passare l’inverno qui per dilettarsi a cacciarle con i falconi.

Questa specie per fermarsi ha bisogno di ampi spazi aperti senza ostacoli (come ad esempio pale eoliche), i siti dove la specie più spesso si sofferma dovrebbero essere tutelati dalla previsione di opere particolarmente impattanti anche perché si prestano altrettanto bene a programmi di riqualificazione e valorizzazione paesaggistica del territorio. 
Per il momento godiamoci lo spettacolo unico in Italia come anche quanto accade all’Oasi Lago Salso dove, grazie ad un progetto di restocking realizzato del Centro Studi Naturalistici si è riusciti a riportare una delle specie simbolo degli ampi pacoli di un tempo e della transumanza, la cicogna bianca (Ciconia ciconia).

Qui infatti da aprile ad agosto si concentra la maggiore popolazione italiana con una decina di coppie nidificanti (dati del 2011) e un nucleo di esemplari non nidificanti (50-100 individui).
Proprio in questi giorni, anticipando rispetto agli altri anni, ben tre coppie della specie si sono insediate sui nidi tornando dall’Africa, tale evento lascia presupporre una più prosperosa annata per questa specie che sempre più facilmente potrà essere avvistata nei cieli di Capitanata.

foto M.Caldarella-archivio CSN

Centro Studi Natura

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