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giovedì 9 febbraio 2012

L'Angolo dello Psicologo: Le conseguenze psicologiche per i passeggeri della Costa Concordia

In questi giorni, abbiamo tutti negli occhi e nel cuore le immagini di quanto accaduto all'Isola del Giglio: quella nave da crociera apparentemente così sicura, regina dei mari, adagiata a pochi metri dalla riva e la confusione, lo smarrimento, il terrore dei suoi passeggeri.
Immagini agghiaccianti, terribili non solo per chi è stato direttamente coinvolto nel disastro, ma anche per molti di noi “spettatori”.
Ora si inizia a parlare non soltanto delle vittime, ma anche dei sopravvissuti, cioè di tutte quelle persone che fortunatamente hanno potuto fare ritorno a casa anche se con un fardello pesante in più rispetto a quando sono salpate.
Si sottolinea che questi sopravvissuti dovranno da ora in poi, fare i conti quotidianamente con gli effetti dell’esperienza traumatica che hanno vissuto, dovranno riuscire a “rielaborare il trauma” e a superare tutti i sintomi del cosiddetto “disturbo post-traumatico”(DPTS).

Ma, che cos’è il DPTS? Come si manifesta?
Il Disturbo Post-traumatico da Stress (DPTS) si manifesta con una serie di sintomi di disagio innescati da un evento stressante e traumatico che la persona ha vissuto direttamente, o a cui ha assistito, e che ha implicato morte, o minacce di morte, o gravi lesioni, o minaccia all’integrità fisica propria o di altri individui e/o cari (catastrofi naturali, violenze personali, combattimenti militari, incidenti, rapimenti, torture, stupri, lutti, malattie gravi, ecc…).
I sintomi del DPTS possono schematicamente essere suddivisi in tre parti:
  1. L’evento traumatico viene rivissuto persistentemente attraverso immagini, pensieri, percezioni ed incubi notturni.
  2. Il soggetto mette in atto comportamenti di evitamento degli stimoli associati con il trauma (pensieri, immagini, oggetti, persone, attività, situazioni, sentimenti, ecc…) ed è presente un’attenuazione della reattività generale causata da un diminuito interesse per gli altri e da un maggiore senso di estraneità.
  3. Sono presenti sintomi di aumentata attivazione come ad esempio sonno agitato e disturbato, difficoltà a concentrarsi, ipervigilanza e irritabilità.
Tali sintomi possono insorgere immediatamente dopo il trauma o dopo alcuni mesi e causano un intenso disagio ed una significativa menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo e in tutte le altre aree importanti della vita di un uomo.

Chi e come può aiutare queste persone a “guarire”?
In alcune trasmissioni, gli esperti di benessere psicologico invitati hanno parlato di un approccio psicoterapico utile e molto efficace per superare pienamente gli effetti della traumatizzazione. 
Si tratta dell’EMDR (DESENSIBILIZZAZIONE E RIELABORAZIONE DEI TRAUMI ATTRAVERSO I MOVIMENTI OCULARI), un approccio sviluppato negli Stati Uniti più di venti anni fa e che in Italia si sta facendo conoscere e apprezzare soprattutto negli ultimi anni, sia con ricerche di livello internazionale che con l’efficacia delle terapie. 

Di che cosa si tratta?
Negli ultimi anni ci sono stati studi e ricerche scientifiche sull’EMDR che hanno portato questo metodo terapeutico ad aprire una nuova dimensione nella psicoterapia. 
L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per il Disturbo Post Traumatico da Stress che per i traumi di minore entità . 
Nel 1995 il Dipartimento di Psicologia Clinica dell’American Psychological Association ha condotto una ricerca per definire il grado di efficacia di questo metodo terapeutico e le conclusioni sono state che l’EMDR è non solo efficace nel trattamento del Disturbo da Stress Post Traumatico ma che ha addirittura l’indice di efficacia più alto per questa categoria diagnostica.

Come agisce l’EMDR sul cervello?
L’EMDR è un approccio complesso ma ben strutturato che può essere integrato nei programmi terapeutici aumentandone l’efficacia. 
Considera tutti gli aspetti di una esperienza stressante o traumatica, sia quelli cognitivi ed emotivi che quelli comportamentali e neurofisiologici. 
Questa metodologia utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, provocando così una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali (destro e sinistro). 
Si basa su un processo neurofisiologico naturale, legato all’elaborazione accelerata dell’informazione. 

L’EMDR vede la patologia come una informazione immagazzinata in modo non funzionale e si basa sull’ipotesi che c’è una componente fisiologica in ogni disturbo o disagio psicologico. 
Quando avviene un evento ”traumatico” viene disturbato l’equilibrio eccitatorio/inibitorio necessario per l’elaborazione dell’informazione.
Si può affermare che questo provochi il ”congelamento” dell’informazione nella sua forma ansiogena originale, nello stesso modo in cui è stato vissuto.
Questa informazione ”congelata” e racchiusa nelle reti neurali non può essere “elaborata” e quindi continua a provocare patologie come il disturbo da stress post traumatico (PTSD) e altri disturbi psicologici.
I movimenti oculari saccadici e ritmici usati con l’immagine traumatica, con le convinzioni negative ad essa legate e con il disagio emotivo, facilitano la rielaborazione dell’informazione fino alla risoluzione dei condizionamenti emotivi. 
Nella risoluzione adattiva l’esperienza è usata in modo costruttivo dalla persona ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo.

Le ricerche condotte su vittime di violenze sessuali, di incidenti, di catastrofi naturali, ecc. indicano che il metodo permette una desensibilizzazione rapida nei confronti dei ricordi traumatici e una ristrutturazione cognitiva che porta ad una riduzione significativa dei sintomi del paziente (stress emotivo, pensieri invadenti, ansia, flashbacks, incubi). 
Infatti, questa nuova forma di psicoterapia è stata rivolta inizialmente al trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress, ma attualmente è un metodo ampiamente utilizzato per il trattamento di varie patologie e disturbi psicologici.
L’EMDR è approvato dalle Associazioni Nazionali degli Psichiatri e degli Psicologi statunitensi ed è inserito nelle linee guida internazionali del trattamento della sindrome post-traumatica da stress (PTSD) come terapia altamente efficace (livello di efficacia A).
Inoltre l'EMDR si rivela efficace anche per l'elaborazione di contenuti positivi personali, è infatti sempre più utilizzato nel potenziamento di performance o nel rafforzamento di risorse personali in vari ambiti (lavorativo, scolastico, sportivo, relazionale ecc..).

Studi recenti (2008-10), a cui i ricercatori italiani hanno molto contribuito, hanno dimostrato che l’EMDR ha una efficacia paragonabile a quella dei migliori psicofarmaci (senza però avere effetti collaterali). 
Viene tollerato bene da tutti, anche dai bambini molto piccoli, dagli anziani o dalle persone più fragili.
E’ assolutamente indispensabile che l’EMDR venga applicato da un operatore che sia specificamente formato e certificato per la terapia EMDR. 
Oltre che evidente di per sé, è scientificamente provato che il successo più completo della terapia con EMDR dipende all’applicazione corretta del metodo.
Il consiglio personale è di chiedere sempre informazioni sul curriculum del professionista. 
In caso di dubbi o per indicazioni, esiste una associazione nazionale italiana (EMDR Italia), integrata in un organismo europeo (EMDR Europe). 
E' questa associazione che fornisce la formazione specifica, gestisce l'aggiornamento e stabilisce le credenziali dei singoli terapeuti EMDR.

P.S.: Se avete dei quesiti da porre a Salvatore Panza, scrivete nell’area commenti, inviate un e-mail a info.siponto@gmail.com, o se preferite una comunicazione privata, inoltrateli direttamente alla casella di posta del Dottore
A cura del Dott. Salvatore PANZA 
PSICOLOGO - PSICOTERAPEUTA
Cognitivo Comportamentale in formazione
Specialista in EMDR/Esperto in Psicodiagnostica
Esperto in Ipnosi Clinica/Socio A.I.A.M.C.
Socio EMDR Italia
Cell. 340-2351130

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