ATTENZIONE!!! Problemi e malfunzionamenti con la TV Digitale Terrestre, per info e spiegazioni, Digitale Terrestre Manfredonia, cliccando qui!

venerdì 3 febbraio 2012

Favole Sipontine: La colonia di Matina

Nella lontana e fiorente terra di Matina c’era una volta una ricca e prosperosa colonia di api.
L’operato e la perseveranza delle operaie facevano sì che la colonia crescesse e si sviluppasse sempre più.
La loro organizzazione e dedizione all’opera erano da esempio per tutta la regione. 
Ogni estate infatti raccoglievano ingenti quantità di nettare e polline e non mancavano mai di nulla.
L’anno in corso tuttavia si mostrava particolarmente incerto.
L’estate aveva tardato ad arrivare e si prospettava breve, avrebbe difatti di lì a qualche settimana lasciato il posto ad un inverno lungo e rigido come non si vedeva da lungo tempo a Matina.
L’incertezza era riuscita a mettere in crisi anche la colonia più copiosa del territorio.

Per fronteggiare l’avversità le api si davano da fare più del solito, avrebbero dovuto accumulare più provviste per un inverno più lungo e in minor tempo per un’estate più corta.
L’organizzazione del lavoro tenutasi in passato non sarebbe stata dunque più sufficiente per quell’anno.
Occorreva inventarsi qualcosa per poter affrontare la dura prova anche per un alveare tanto ricco e strutturato come il rinomato alveare di Matina. 
Così l’Ape Regina, per incentivare ed incoraggiare l’operato delle buone operaie, dopo un incoraggiante discorso, facente appello all’orgoglio della colonia e mirante a tenere alto il morale dello sciame, decretò che avrebbe promosso l’ape che entro la fine della bella stagione, distinguendosi per il proprio operato, avrebbe recato maggior beneficio all’intera colonia.

Partì così una “gara” fra le giovani operaie, ognuna di esse infatti ci teneva a mostrare il proprio valore.
Ogni ape della colonia aveva un carattere e delle caratteristiche diverse. Ape Vigorosa era un po’ più lenta ma più corpulenta di tante altre operaie e quindi faceva meno viaggi al giorno trasportando in compenso quantitativi maggiori di polline per singolo viaggio.
Ape Flessuosa al contrario non era molto robusta per cui portava quantità ridotte di polline per volta, tuttavia la sua leggerezza e celerità le permettevano di fare anche il doppio dei voli delle sue compagne.
Ape Deliziosa preferiva il polline, Ape Preziosa il nettare.
L’operato di tutte, ognuna a suo modo e secondo la propria indole, era importante nella vita della colonia.

Come vi ho già raccontato la colonia di Matina si distingueva per la sua organizzazione e, c’è da aggiungere, spirito di squadra.
Infatti non appena un’ape scovava un fiorente approvvigionamento di pollini avvisava subito le compagne eseguendo una danza vivace ed armoniosa che riusciva a comunicare l’ubicazione del deposito e al tempo stesso la gioia della scoperta.
Tutte le operaie avevano appreso sin da piccole i passi di tale danza affascinante e tutte ne andavano fiere.
Fra le operaie della colonia la più giovane ed inesperta era l’Ape Cucciola.
Di certo non sarebbe stata lei ad offrire il maggior contributo all’alveare, ma il suo impegno non era per questo di minor rilevanza.
Fra le più esperte c’era invece l’Ape Laboriosa, che era fra le api che riusciva a raccogliere più nettare e polline dell’alveare e la cui brama di primeggiare sulle compagne la prese, e a buona ragione, avendo le potenzialità per diventare l’ape che avrebbe raccolto maggiormente nella stagione; e considerando gli avvenimenti imminenti non le si poteva dare torto.

La fortuna le venne incontro e Ape Laboriosa, di lì a poco, scoprì una riserva di nettare così ricca come non ne aveva mai viste in vita sua.
Pensò subito di tenere per sé il segreto giacché ora avrebbe potuto essere la prima, avrebbe portato alla colonia più rifornimento di qualsiasi altra ape e così fu.
Intanto la fortuna assistette anche Ape Cucciola la quale si imbatté per caso in una ricca fonte, questa volta, di nettare.
A lei, così piccola, pareva immensa, non sarebbe mai riuscita a portare tutti quei viveri da sola, così corse subito ad avvertire le compagne e con la sua danza espresse tutto l’entusiasmo che portava dentro.
Fino a quel momento, la piccola ape non si era resa conto del beneficio che avrebbe portato all’intera colonia e i suoi movimenti armoniosi furono un’esplosione di gioia.

Tuttavia restava ancora l’ape che raccoglieva meno provviste al dì mentre Ape Laboriosa, sempre intenta a primeggiare, custodiva bene il suo segreto e continuava ad essere l’ape maggior produttrice.
Dopo tanto lavoro e fatica finalmente la stagione giunse al termine e le api potevano concedersi il lungo riposo dell’inverno.
Soprattutto però l’Ape che aveva recato maggior beneficio alla colonia sarebbe stata premiata… “E’ un onore e un vanto poter essere la regina di questo alveare” cominciò la Regina delle Api “Avete affrontato al meglio la sfida che vi si è presentata e di questo sono veramente fiera.
Come promesso premierò l’ape che maggior beneficio ha recato alla colonia, ma senza nulla togliere a quest’ultima intendo ricompensare l’intero alveare, poiché tutte vi siete mostrate meritevoli”.
Così cominciò dalla prima e Ape Laboriosa, prima ancora di sentir proferire il suo nome, a testa alta fece un passo avanti facendo scaturire, con il suo atteggiamento fiero ed altezzoso, il riso delle sue compagne. E quando udì: “Distintasi per merito l’Ape Cucciola…” restò sbalordita a tal parole.
E ancora incredula pensò che si trattasse di uno scherzo. Ape Cucciola? Ma come? Ma se era stata colei che minor provviste era riuscita a racimolare! Sì, deve trattarsi senza dubbio di uno scherzo. Ma di uno scherzo non si trattava affatto: Ape Cucciola si era distinta perché trovando la ricca fonte aveva fatto raddoppiare le provviste dell’intero alveare, Ape Laboriosa invece tenendosi stretta la riserva da lei scoperta non aveva fatto altro che raddoppiare le proprie di provviste. 
E fu così che la bella stagione si concluse, e con l’impegno di tutte e l’abbondante scorta di viveri fatta il minaccioso inverno non faceva più paura. 

Dedico questa favola a tutto lo staff dell’Hotel Italia di Brusson (Valle d’Aosta) come augurio al nuovo anno, che possa continuare a lavorare unito e che possa per questo contraddistinguersi… Un augurio speciale alla mia cara collega Martina.
Daniela Mauti

0 commenti:

Posta un commento

Censurare i commenti non fa parte della nostra politica, l'importante è mantenere un linguaggio pulito e consono, senza ledere e/o offendere la dignità altrui.