ATTENZIONE!!! Problemi e malfunzionamenti con la TV Digitale Terrestre, per info e spiegazioni, Digitale Terrestre Manfredonia, cliccando qui!

sabato 18 febbraio 2012

Carnevale 2012: Il Carnevale di Manfredonia può, e deve, essere un’occasione per il territorio

Un momento di consapevolezza. Cosi può esser definito l’incontro avvenuto nella serata di Giovedì 16 Febbraio presso il Palazzo dei Celestini con il workshop economico“Il Carnevale ed economia creativa: le ricadute economiche sul territorio”.
 In pochi forse a percepire il messaggio che annunciava la serata, a comprendere l’importanza dell’argomento economia collegato all’evento Carnevale. 
Ma in sala, durante la carrellata di interventi, il messaggio è stato lanciato percepire che prima di ogni argomentazione, a monte di ogni teoria economica e turistica, vi è il credere dei sipontini nel Carnevale, il dover avere la consapevolezza che l’evento può divenire trainante per la città, e non solo una parentesi di spensieratezza, attesa per uscire dai rigidi schemi quotidiani. Volano dell’economia, è l’espressione ricaduta frequentemente nelle riflessioni in sala. 

Un pensiero che è stato sintesi della serata è quello della Prof.ssa Isabella Varraso, preside della Facoltà di Economia del capoluogo di Capitanata la quale ha affermato: “la risorsa diviene turistica quando noi le attribuiamo un valore, non la banalizziamo perché abituati sin da bambini ad essa. 
Credo che la gente del posto debba prendere consapevolezza, e studiare, sin da piccoli, le peculiarità del proprio territorio”, ed ironizzando sul proprio lavoro di docente ha aggiunto: “se fossi in aula con i miei alunni direi che per ogni caratteristica tipica del Carnevale di Manfredonia si possa fare una tesi di studio”. 
Dal punto di vista della conoscenza, delle peculiarità, delle occasioni economiche, interessante è stato l’intervento del Dott. Fredella dal titolo “Carnevale e lo sviluppo locale”, con una serie di dati frutto dello studio di alcuni famosi Carnevali di Italia e Puglia, sulla ricettività, e sulle caratteristiche di ciascuno. 
Lo scorrere delle slide ricche di dati ha permesso al pubblico di rendersi conto che è possibile fare analisi, è possibile quantificare l’investimento ed il ritorno.
 Ha affermato Fredella: “Il Carnevale non è un risolutore di problemi economici, ma funge da rilegatura per altri eventi, permette alla città di farsi conoscere”.

Lo studio del ricercatore universitario ha permesso di fornire una proporzione su investimento e guadagno di alcuni carnevali quantificata con 1 a 50. 
Questo possibile perché sul territorio nazionale esiste un interessi ai vari Carnevali. 
Secondo le analisi di Fredella circa 1.400.000 italiani nel 2011 si sono spostati per i Carnevali.
 Esistono da questi dati diversi impatti economici, affermava Fredella, diretti, indiretti ed indotti, che si quantificano con le spese di incasso della ricettività all’aumento di richiesta di lavoro. 
Tra le maggiori peculiarità del nostro Carnevale Dauno risalta l’enogastronomia, come ha potuto ben illustrare il Professor Cappelletti, Docente di Turismo Sostenibile e Risorse Naturali, il quale ha sottolineato l’importanza dell’enogastronomia nel turismo italiano affermando: “ il turista si muove anche alla ricerca dei prodotti locali” , e ha concluso con una provocazione “spesso per soddisfare alcune dinamiche di risparmio economico e di tempo molte strutture abbandonano erroneamente la cultura e la presentazione dei propri prodotti tipici omologandosi”.

 In questo scenario è possibile intuire, come più volte ha ricordato il moderatore, il Dott. Ettore Ruggiero, direttore del Consorzio Universitario Universus, che il Carnevale sipontino può davvero spiccare il volo e divenire un evento pugliese che crei attrattiva, e in un futuro anche nazionale. 
Importanti gli interventi di saluto del vice-sindaco Matteo Palumbo il quale ha ribadito l’impegno di investimento del Comune sottolineando “la somma messa a disposizione dice la voglia di ricostruire l’evento e la città dell’Amministrazione Comunale. È un investimento donato alla città con l’auspicio che giri nell’economia cittadina”.
Presente il Consigliere Regionale Giandiego Gatta che ha sottolineato: “il Carnevale per Manfredonia è un evento culturale, molto importante, un evento catalizzatore che muove economia e parti sociali. 
Sono messe in campo molte forze che rischiano di esser vanificate lasciando cadere il tutto alla sola quindicina solita. Occorre calendarizzare eventi distribuiti in tutto l’anno”. 

Un fuori programma la visita e l’intervento del direttore del Porto Turistico “Marina del Gargano”, il dott. Emanuele Rinaldi che ha cosi concluso la serata: “ho lavorato per anni in un altro porto, che non aveva nulla, ed è divenuto investimento proficuo. Manfredonia ha già delle belle naturali, storiche, culturali, religiosi, folkloristiche da far conoscere. 
Il porto sarà strumento di accesso e diffusione anche per il Carnevale. Il nostro, il vostro porto, è un occasione come il Carnevale, Manfredonia deve imparare a sentirlo come suo”.
L’appuntamento, si auspica, e per il dopo Carnevale, con un secondo momento di verifica dei dati del territorio, dettagliati alla nostra situazione dell’anno in corso e degli scorsi anni.

Massimiliano Arena
Ufficio Stampa e Comunicazione 
59ma edizione Carnevale Dauno di Manfredonia

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Per voi,del Comitato Organizzatore,tutto va bene.Queste cose,bisogna prevederle,non a pochi giorni o nel pieno del Carnevale,ma con notevole anticipo.Le teste e le mani,per un buon Carnevale,per chi viene da fuori,ci sono,solo che.....le amicizie VALGONO PIU' della PREPARAZIONE e del TALENTO,per cui...meglio ripiegare sulla Ca... e sulla Mediocrità e non sulla qualità.Si pensa più al proprio piccolo orticello che al campo comune.Sono anni e la questione Carnevale,viene riproposta,saltuariamente, con le solite trite e ritrite argomentazioni.Il giorno 26 febbraio ,finisce il CARNEVALE?Bene,raccogliamo dei validi elementi e incominciamo a programmare il tutto per il 2013.A chi viene da fuori,interesessano le belle SFILATE,i bei COSTUMI,delle BANDE caratteristiche(perchè non mettere in pratica le programmate BANDE DI PERIFERIA E QUELLE SCOLASTICHE?).I carri,già completati,devono avere la possibilità di uscire ed entrare ,dai CAPANNONI,senza difficoltà ed appena le condizioni meteorologiche lo consentono.Invece,per come sono stati costruiti,non solo non consentono tutto ciò,ma ne delimitano il numero(SOLO QUATTRO!) e la possenza.Inoltre,occorre,una programma tale da stuzzicare ,il visitatore ,a restare per l'intera giornata o per più giorni.NON SI PUO' pensare ad un CARNEVALE ad uso e consumo di uno spaurito e ristretto gruppo di persone,pergiunta ,sempre lo stesso.Cambia il presidente ma gli altri ,sono sempre gli stessi,come se avessero avuta una prescrizione medica.Cambiare si può,BASTA VOLERLO,e non OCCORRE organizzare un CONVEGNO e chiamare Prof universitari.La nostra non è,SOLO, una città di persone che NON RIESCONO A VEDERE al di là del proprio naso.Ci sono persone sensate e non solo SALTIBANCHI!I NOSTRI CAPI,non si illudano che ,il giorno in cui cadranno nella polvere,i soliti Saltibanchi,saranno dolci con essi.Aduleranno(LECCHERANNO il Se....!)i potenti di turno e criticheranno quelli passati.

Anonimo ha detto...

L'accaduto che ho raccontato sulla bacheca di Facebook del carnevale di manfredonia (per altro censurata) ha dell'incredibile.

Un membro del comitato ha impedito ad un gruppo spontaneo (che poco più è stato applaudito generando non poche risate) fermandolo in modo "poco ortodosso".

Interessa a qualcuno questo accaduto?

Oppure queste testate giornalistiche locali compreso questo blog sono solo delle vetrine pubblicitarie?

A SipontoBlog ho scritto sulla bacheca di Facebook, sull'accaoutn Twitter ed ora commento qui... se trovo un indirizzo e-mail invierò un commento anche tramite quel mezzo... dopo di che si potrà valutare il livello di interesse che riveste questo blog.

https://www.facebook.com/carnevaledimanfredonia/posts/10150565202929147

ovviamente non sono off-topic perchè scrivo in riferimento a:
"il messaggio è stato lanciato percepire che prima di ogni argomentazione, a monte di ogni teoria economica e turistica, vi è il credere dei sipontini nel Carnevale, il dover avere la consapevolezza che l’evento può divenire trainante per la città, e non solo una parentesi di spensieratezza, attesa per uscire dai rigidi schemi quotidiani"

G. Iaco.

Marco ha detto...

Il commento è rimasto visibile sulla bacheca raggiungendo oltre 5000 amici, più che darti spazio in questo modo non sappiamo come aiutarti...
Noi siamo una voce libera ed ospitiamo chiunque nel limite del linguaggio e delle offese,vuole dire la sua.
Ora riporto per intero il tuo sfogo, omettendo il nome del membro del comitato per una questione di privacy...

Anonimo ha detto...

Vorrei congratularmi per "l'eccellente lavoro" svolto dal sig. R. G. ... il cui nome sono riuscito a sapere non senza una certa difficoltà dopo averlo chiesto per oltre una decina di volte...
I fatti accaduti domenica mattina hanno dell'incredibile!
Domenica mattina verso le 11:00 circa ero con alcuni amici con cui abbiamo organizzato un cosidetto "gruppo fuori concorso" o meglio definibile come “gruppo spontaneo”.
Nei giorni passati un membro del gruppo si era rivolto al comitato per chiedere le modalità di partecipazione per i gruppi spontanei... e ci fu risposto che non c'era nulla da fare... e che bastava (come logico!) .. sfilare!
Arrivati all'altezza del "torrione del fico" il sedicente "RESSPONSABILE PER LA SICUREZZA" (così si è qualificato, dopo!) obietta che, e cito testualmente 10 persone “potevamo creare un problema di sicurezza" e con FORZA e VEEMENZA ci SPINGE e ci allontana.
Tutti decidiamo di tornare verso le transenne che, aperte poco più in la, ci avrebbero fatto uscire dalla strada sede della sfilata.
Personalmente l'ho visto come un sopruso, perchè il signore non solo non usò ne garbo ne buona educazione, ma aveva anche affermato qualcosa che era contro quanto riferitoci precedentemente dal comitato stesso, e per avere maggiori dettagli.. faccio retro front.
Tornato indietro lo vedo venirmi velocemente incontro indispettito, sempre gridando di allontanarmi e mentre gli chiedevo il suo nome, senza rispondermi, mi chiese a sua volta il mio.
Era chiaramente indispettito perché sembrava non farsi capace del fatto che qualcuno avesse avuto l'ARDIRE di chiedergli il nome e cognome e dissentire VERBALMENTE ad un suo "preciso ORDINE"!
Poi vista la forza, e la presenza fisica, che non disdegnava di usare avvicinandosi minaccioso, mi sono qualificato con nome e cognome.

Anonimo ha detto...

"Mi chiamo Gianluca Iaconeta... e lei come si chiama".... ma non bastandogli la risposta mi levarmi la maschera, la barba, gli occhiali e il cappello di dosso.
Ho ricomposto il tutto ma non mi sono arreso... perchè francamente, nonstante l'azione intimidatoria, non credevo, come non credo ancora, sia giusto inibire una delle caratteristiche più belle del nostro carnevale.. quella dei gruppi spontanei.
Ho insistito e finalmente mi ha detto di chiamarsi G.R.
Quindi in buon ordine sono andato via... non prima di aver ringraziato e salutato!!

Adesso, pare ovvio che, chi arriva ad organizzarsi anche due settimane prima per poter vivere a pieno il carnevale, non può farsi fermare da una simile azione insensata, e permettetemi, anche ESAGERATA!

Abbiamo aggirato l'ostacolo.

Siamo arrivati, passando da Corso Manfredi e poi P.zza Marconi, a qualche decina di metri dalla “villetta” di p.zza Marconi e ci siamo inseriti nel corteo. Abbiamo sfilato e dopo aver fatto la nostra scenetta programmata d'avanti agli spalti con plausi e risate, gli siamo passati d'avanti salutando il signore in questione che ci ammoniva e apostrofava riferenddosi ad una questione di "rispetto" al quale saremmo venuti meno… nel frangente credo di aver sentito anche una sonora e grossa PERNACCHIA!!!!

Il rispetto era forse quello voleva ottenere "usando le mani" piuttosto che le parole gentili?!

Aggiungo che nel luogo in cui ci siamo inseriti nel corteo... non vi erano transenne che la gente era a due passi dai carri e solo l'azione delle forze d'ordine riuscivano a far indietreggiare per ovvie QUESTIONI DI SUCUREZZA!

Siamo stati visti da personale del servizio d'ordine e abbiamo ballato in mezzo ad altri gruppi divertendo non solo gli stessi membri dei gruppi ma anche molti dei passanti che ci vedevano fare le nostre buffe performance, senza mai essere scriteriati e senza mai neanche andare incontro l'ipotesi di una possibile "pericolo" per la sicurezza.

Ho scritto questo papiro... non già perchè non avessi niente da fare...anzi...ma solo perchè credo che finchè ci saranno persone con queste idee e con questo fare, nei modi e nelle parole, a "dirigere" il nostro carnevale le tradizione non potranno che scomparire e la grandezza del nostro carnevale non potrà che notevolmente ridimensionarsi.

Ricordo che il comitato durante la presentazione ha invitato la cittadinanza a mascherarsi ed essere attiva nel carnevale, come si usava fare tempo fa.
Mi chiedo se la cittadinanza possa mai essere partecipe come si chiedeva se poi si viene trattati in questo modo?
Forse avremmo fatto meglio a stare dietro le transenne come voleva il sig. R., senza curarci della strada in discesa che sta percorrendo il nostro carnevale!

Credo che il sig. G. si sia fatto prendere un po' troppo la mano.. anzi le MANI!

Saluto con un plauso alle tante energiee spese dal comitato per il carnevale e spero davvero questo mio post sia preso come la critica ad un sistema ed un modo di fare che si dimostra ogni giorno sempre più fallace..
.. altro post a parte meriterebbe il fatto che il carnevale di Ruvo di Puglia ci ha "copiato" la maschere di "Zè Peppe" e la "sfilata delle meraviglie" e mi pare che nessuno abbia fatto nulla!??!!??

Sperando le cose migliorino (ad maiora)...

..auguro a tutti una buona serata e buono e proficuo lavoro.

Anonimo ha detto...

PS … faccio presente, anche con un certo rammarico misto a senso di lusinga, che ci è arrivata la richiesta da parte degli organizzatori del carnevale di Sannicandro a sfilare nel loro corteo come “gruppo simpatia” candidandoci anche al premio omonimo.
Forse quello di Sannicandro non è un carnevale grande e blasonato ma non lo era neanche il carnevale di Pugniano prima di diventarlo, mentre il nostro, che lo era, ora sembra ai livelli di quello di Castellaneta che è partito solo 10 anni fa!

Posta un commento

Censurare i commenti non fa parte della nostra politica, l'importante è mantenere un linguaggio pulito e consono, senza ledere e/o offendere la dignità altrui.