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domenica 25 dicembre 2011

Favole Sipontine: Emanuele e il presepe di pane

La storia Natalizia di Michelino ed Emanuele è un racconto fantastico, basato su un presepe vero intitolato “Pane di Vita”, esposto a Santa Maria delle Grazie assieme a tanti altri bei presepi.
Nel cuore del Gargano c’è una famiglia in cui vive un simpatico sipontino di 8 anni, acuto e vispo, il suo nome è Michelino.
Sarà per il nome che porta, sarà perché vive prossimo alla “Montagna del Sole”, che è sempre di buon umore.
Un bel giorno esce da scuola con un lavoretto da realizzare a casa; la maestra Angela aveva suggerito agli alunni di fare un presepe per rappresentare il bel paese.
Insomma bisognava realizzare un presepe significativo ed originale.

Così Michelino giunto a casa, non potendo contare sulla disponibilità della mamma, poiché indaffarata nelle faccende domestiche né tanto meno sul papà sempre fuori per portare la pagnotta a casa, pensa bene di recarsi da nonno Emanuele, in fondo era lui ad averlo battezzato, la sua esperienza e saggezza potevano essere per questo preziose.
Inoltre Emanuele era tanto religioso, quindi poteva spendere qualche parola sul protagonista del Natale, un tale Gesù di cui Michelino aveva già sentito parlare bene.
Michelino: “Ciao Nonno!” Nonno Emanuele: “Beato chi si vede! Sai proprio oggi, sapendo dell’approssimarsi delle feste natalizie, ero sicuro d’incontrarti! Come è andata a scuola?”. 
Michelino: “Bene Nonno! La Maestra si è raccomandata di realizzare un presepe originale, tu lo hai già fatto?”.
Emanuele: “Ebbene sì, è sempre lo stesso. Quello realizzato in gesso dal mio caro maestro, di cui porto un buon ricordo, per questo ci tengo ad esporlo ogni Natale, cambiando solo il bambinello.
Questo perché, lui ci ripeteva sempre, che Gesù deve rinascere sempre in noi per farci persone nuove e buone”.

Michelino: “Allora anche lui conosceva Gesù?”. Emanuele: “Lo conosceva bene, pensa che metteva proprio Lui al centro della sua vita, e lo ha fatto entrare pure nella mia”.
Michelino: “Me ne parli?”. Emanuele: “Con piacere Michelino! Gesù era un pezzo di pane, che si è donato all’umanità, portandoci con il suo esempio sulla strada vera della vita, ma non tutti lo hanno accolto, e pensare che era venuto pure per loro”. 
Michelino: “Perché alcuni non lo hanno accolto?” Emanuele: “Probabilmente perché avevano il cuore e la mente non aperti alle buone novelle, che il figlio dell’uomo portava con entusiasmo alla gente”. 
Michelino: “Nonno, cosa porti al petto?”. 
Emanuele: “E’ una medaglia di Giovanni Paolo II, ad essa son legati buoni ricordi e gesti di calore umano, che difficilmente scordi. 
Ora son sicuro che il Papa Polacco è su nel cielo illuminando il cammino degli uomini di Dio.” Michelino: “Pure io sono di Dio?” Emanuele: “ Tutti apparteniamo a Dio! Anche se alcuni prendono strade oscure; per questo è venuto l’Agnello di Dio, ossia Gesù Salvatore, per ricondurli alla retta via.” Michelino: “Di quale via parli?” Emanuele: “Della via che porta all’amore, segno di bontà e fraternità, quando c’è porta con se gioia, armonia e serenità! Guarda tua nonna nell’altra stanza accanto come è contenta di preparare la pasta per te!” Michelino: “Quindi la nonna è qui? Credevo fosse in giro fare la spesa, ora vado a salutarla.” Michelino: “Ciao Nonna!”. 

Nonna Anna: “Ue Michelino, sentivo te ed il nonno parlare, non vi ho voluti disturbare, anche perché qui ho un bel da fare con il pranzo da preparare; oggi tua madre ha detto che sei nostro ospite, sei contento?”.
Michelino: “Certo nonna, che bolle in pentola?”. 
Nonna Anna: “E’ un particolare tipo di pasta a nido chiamata capelli d’angelo.” Michelino: “Sono più buoni degli spaghetti?”. 
Anna: “Me lo dirai tu quando li assaporerai, buon appetito!”. 
Così, dopo il lauto pranzo con i nonni, Michelino fece altre osservazioni, soffermandosi sulle conchiglie, che la nonna raccoglieva con lui quando andavano in riva al mare. 
Il nonno gli spiegò che esse simboleggiano la Santità”. 
Michelino: “Per questo la conchiglia è raffigurata sulla testa dei Santi! E le bianche colombe che allevi in campagna per inaugurare i lieti eventi in città? Hanno pure loro un significato?” Emanuele: “Sì, sono ben auguranti, poiché rappresentano lo Spirito Santo, che scende sugli uomini di Dio. Ora va a casa, vedrai che sarà lo spirito Santo che illuminerà anche te sul presepe da fare.” 
E fu così che, dopo esser stato a messa per la cresima dell’amico Pietro, osservando il pane eucaristico alzato dal vescovo, realizzò un’ idea per un presepe davvero originale e significativo (v. immagini presepe); Gli ingredienti? Acqua, sale, lievito, farina, zucchero…amore e fantasia, per una “natività d’eucarestia”, in una “grotta pagnotta”, su una “dolce terra”; 

Terra di pane, che non deve mancare come l’appetito e l’amicizia con Dio. 
Le conchiglie rappresentano la santità, in questo caso del luogo dove nacque Gesù, la Terra Santa appunto. Mentre la medaglia di Giovanni Paolo II, presa in prestito dal nonno, simboleggia il Sole, che come il Cristo, su nel Cielo riempie di calore e candore il nostro cuore raccolto in preghiera”.
Il nonno, meravigliato dalle capacità del fanciullo, gli domanda: “Michelino, hai fatto tutto questo con l’aiuto d’altri?” Michelino: “E’proprio così! La pagnotta l’ho scelta da Carmine il fornaio, mentre il pane basso è stato sfornato da Luca e Matteo, al forno San Giuseppe; la natività compreso l’Agnello di Dio e la bianca colomba le ho ricavate dall’ostia, donatami da Matteo Giordano; Nicola Pinto, mi ha fornito un supporto di legno, che regge la struttura, mentre l’amico Sante mi ha dato una mano a montarla. 
La pasta per fare il giaciglio del bambinello l’ho presa dalla nonna, come il cielo celeste, ricavato dalla stoffa di cotone di tale colore. 
Per le nuvole in principio volevo utilizzare lo zucchero filato, però non sapendo quanto tempo sarebbe durato, ho optato per l’ovatta. 
La neve, simboleggiante la manna, l’ho fatta con lo zucchero, mentre l’affiorante erba verde con l’origano del Gargano”.
Emanuele: “Cosa posso dirti caro nipote? Dio è buono come il tuo presepe di pane, fonte di vita e vitalità.” 
In tutti noi c’è un piccolo Michelino, è quella parte “curiosa” di noi, che apprende come una spugna e che si esprime con creatività e vitalità; così come c’è un grande Emanuele, emblema della saggezza, frutto dell’esperienza. 
E di esperienza sapienziale Emanuele ne aveva pure con il sacro testo della Bibbia; per questo devi sapere che… le parole pane, manna e pasta, di cui è realizzato in parte il presepe “illustrato” compaiono nella Bibbia tante e tante volte, te ne ricordo alcune: Io andrò a prendere del pane e vi ristorerete; poi continuerete il vostro cammino; poiché è per questo che siete passati dal vostro servo». 

Quelli dissero: «Fa' pure come hai detto». ( Genesi 18:5 ) Da Ascer verrà il pane saporito, ed egli fornirà delizie regali. (Genesi 49:20) Allora il SIGNORE disse a Mosè: «Ecco, io farò piovere pane dal cielo per voi; il popolo uscirà e ne raccoglierà ogni giorno il necessario per la giornata; così lo metterò alla prova e vedrò se cammina o no secondo la mia legge. ( Esodo 16:4 ) 
Quando la rugiada cadeva sul campo, la notte, vi cadeva anche la manna. (Numeri 11:9) Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provar la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del SIGNORE. (Deuteronomio 8:3) 
Hai dato loro il tuo buono Spirito per istruirli, e non hai rifiutato la tua manna alle loro bocche, e hai dato loro acqua quando erano assetati. (Neemia 9:20) fece piover su di essi la manna per nutrimento e diede loro il frumento del cielo. (Salmi 78:24) 
Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò della manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale è scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve". (Apocalisse 2:17) 
Delle primizie della vostra pasta darete al SIGNORE una parte come offerta. Lo farete di generazione in generazione. (Numeri 15:21) Disse loro un'altra parabola: 
«Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata». ( Matteo 13:33 )

Benedetto Monaco
in Arte Ben Acta

1 commenti:

Anonimo ha detto...

vi auguro un Natale da Favola...

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