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mercoledì 10 agosto 2011

Manfredonia: Gli Scout nel ghetto di Rignano e a Scampia per insegnare a vivere

I rover e le colte del clan LACIO DROM stanno in questi giorni partecipando al campo di servizio IO C STO nelle campagne foggiane, dopo aver aiutato a luglio a realizzarne le strutture per le attività e un impianto idrico volante.
Da mercoledì 10 agosto l'impegno continua a Napoli con attività di servizio a Scampia con i bambini di quel difficile quartiere, in case famiglia e nelle mense della città. 
L'educazione al servizio è un fondamento del nostro metodo educativo che già con le Buone Azioni di lupetti e lupette e poi degli esploratori e guide li formano alla solidarietà e alla condivisione.

Non avremmo segnalato queste attività alla cittadinanza, perchè non è nel nostro stile autoincensarci, ma l'esperienza che i ragazzi stanno facendo è "sconvolgente" e le parole sono delle prime ragazze che hanno partecipato ai campi IO C STO,
Per favorire la conoscenza di questa esperienza vi alleghiamo una scheda redatta dall'agenzia giornalistica SIR.

Sembra di stare in un villaggio africano, invece è il “ghetto” di Rignano Garganico, in provincia di Foggia. 
Una decina di case diroccate ed abbandonate adattate con mezzi di fortuna: vecchie porte, lamiere, pezzi di legno. 
Una microeconomia inventata dalla creatività africana. Le donne cucinano in un ristorante con piatti tipici. 
C’è chi commercia abiti e pantaloni oppure improvvisa un chiosco di alimentari rivendendo i prodotti acquistati al discount. 
In mancanza di acqua e servizi igienici, qualcuno ha ideato un sistema di docce a pagamento: 50 centesimi per una lunga scrosciata. 
Il “ghetto” di Rignano d’estate si popola di lavoratori immigrati stagionali che arrivano per la raccolta dei pomodori, sfruttati da padroni e “caporali” per morire di fatica dall’alba al tramonto per 25/30 euro al giorno. 
Proprio in questi giorni, sempre in Puglia, nella zona di Nardò, nel leccese, 350 braccianti africani hanno incrociato le braccia da una settimana per protestare contro lo sfruttamento, lasciando deserti i raccolti di pomodori. 

La rivolta salentina è solo un esempio di una più generalizzata sofferenza che coinvolge decine di migliaia di migranti in Italia. 
Intanto al “ghetto” di Rignano e a Borgo Tre Titoli si sta svolgendo, per il quarto anno consecutivo, il campo di lavoro per giovani volontari “Io ci sto”, organizzato da ScaYM – Movimento giovanile scalabriniano, Missionari Scalabriniani, in collaborazione con l’Ufficio Migrantes della diocesi di Manfredonia–Vieste-San Giovanni Rotondo e numerose organizzazioni cattoliche e laiche. 
Dal 24 luglio al 4 settembre si alternano più di 65 giovani provenienti da tutta Italia. Seminaristi, scout, studiosi della materia, semplici volontari, condividono una settimana di formazione e servizio in solidarietà con i migranti sfruttati.

“Il nostro è uno stare insieme nel villaggio per creare rapporti fraterni, di amicizia e scambio – racconta al SIR padre Arcangelo Maira, scalabriniano, direttore dell’ufficio Migrantes della diocesi di Manfredonia e coordinatore del campo “Io ci sto” -. 
All’inizio non ci volevano: gli immigrati erano diffidenti e i ‘caporali’ ci minacciavano. 
Ora si è instaurato un clima di grande rispetto e civiltà. Ci si conosce meglio e si sfatano i pregiudizi reciproci. 
Possiamo lasciare cellulari e soldi nelle loro case e nessuno tocca nulla”
Inoltre, prosegue, “facciamo da ‘ponte’ tra le istituzioni e gli immigrati, ascoltando i loro bisogni e fornendo i servizi di cui hanno bisogno: salute, corsi di italiano, assistenza nelle procedure burocratiche per i documenti”
Dopo l’attività di lobby di Medici senza frontiere, la Regione Puglia ha fornito da pochi giorni l’acqua potabile, grazie ad alcune cisterne che distribuiscono 20.000 litri al giorno.


Alfredo De Luca e Innocenza Starace
Capigruppo AGESCI Manfredonia 1

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