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martedì 21 giugno 2011

Manfredonia: Ma i nostri bagnini o strutture nautiche sono in grado di salvarci in mare?

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera da parte di Mario Civitella esperto del settore.

Il mare, come i fiumi, i laghi ed anche le piscine, è composto dall’elemento acqua che risulta apparentemente tanto alternativo e salutare quanto potenzialmente insidioso, soprattutto se a rapportarsene, dovesse essere qualche poco pratico e allenato.
A tal proposito, tengo a sottolineare, in qualità di Tecnico della Federazione Italiana Nuoto e della Sez. Salvamento, che a differenza di altre parti del mondo, da noi la pratica dell’attività natatoria è ancora molto poco diffusa mentre altrove i più piccoli già dalla scuola primaria, sono avviati ad essa.

Si intuisce chiaramente che ciò accentua la situazione difficile che ogni estate l’Italia affronta in fatto di emergenze in mare strettamente connesse ad incidenti causati dall’imperizia tecnica, quali proprio l’annegamento.
Si tende per ogni inizio di stagione estiva a ripetere spesso e volentieri, cose ormai datate in fatto di raccomandazioni a bagnanti ed addetti ai lavori, ma scarseggia puntualmente la pratica effettiva nonché continua del controllo del rispetto altrettanto continuo, sul campo, delle norme di sicurezza da parte degli organi preposti.

Abbiamo purtroppo assistenti bagnanti che non sanno vogare e che sanno ‘nuoticchiare’, e che non sono costantemente in postazione perché impegnati in altre faccende; torrette di salvataggio il più delle volte carenti di tutte le attrezzature prescritte e/o non eventualmente utilizzate e utilizzabili in modo adeguato;
limiti delle fasce di balneazione in acque sicure non sempre segnalati; spiagge libere prive di postazioni di controllo ed eventualmente di soccorso; tutto questo magma magari momentaneamente arginato in sede di ispezione e poi rilasciato andare appena il controllo è terminato.

La salvaguardia della vita in mare non è un secondo lavoro saltuario fatto di un brevetto magari conseguito in un paio di mesi e pagato una certa cifra, ma è una passione animata da conoscenze tecniche specifiche e abilità allenate costantemente sul campo, anzi, è proprio questo il caso di dirlo, in acqua!

Marco CIVITELLA

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