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lunedì 20 giugno 2011

Manfredonia: 3 beni confiscati alla Mafia trasferiti al nostro Comune

La Legge n.109 del 7 marzo 1996, ‘Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati’, è diventata uno strumento fondamentale per contrastare la criminalità organizzata.
Simbolo di potere e prestigio, il possesso di un bene rappresenta per la mafia il modo per ricordare continuamente alla collettività locale il proprio controllo sul territorio.
Inserendosi in questo scenario, la legge spezza il legame tra il bene posseduto e i gruppi mafiosi, intaccando il potere economico di questi ultimi, e marcando i confini tra la legalità e l’illegalità.

Inoltre, conferendo al bene una nuova destinazione d’uso con finalità sociali e istituzionali, lo si restituisce alla collettività che ne era stata privata.
In questo modo, i frutti di operazioni illecite vengono posti al servizio del lecito.
Attraverso un’azione di costante sinergia tra lo Stato e la società civile, in un tessuto di recuperata fiducia, i beni sequestrati diventano bene pubblico, risorsa per lo sviluppo locale.
Da capitale sociale mafioso, diventano capitale sociale collettivo, strutture in cui alimentare la relazione tra persone, favorire la cooperazione, e diffondere la cultura della legalità.

In provincia di Foggia sono 38 i beni confiscati, di cui tre sono stati trasferiti al Comune di Manfredonia.
Il primo, costituito da un’abitazione con ripostiglio, posto auto e giardino in località Sciale degli Zingari, era stato assegnato alla Questura di Stato di Foggia per le esigenze del Commissariato di Pubblica Sicurezza; rifiutato perché non ritenuto utile alle esigenze della Polizia di Stato, con nota del Prefetto del 22 febbraio 2010 il bene è stato trasferito nel patrimonio indisponibile del Comune di Manfredonia per essere destinato a finalità sociali.

Il secondo è una villa bifamiliare sita in località Siponto, inizialmente trasferita al Comando provinciale dei Carabinieri; in seguito il Prefetto, vista la nota del 25 gennaio 2010 con cui se ne comunicava la mancanza di interesse, ha assegnato l’immobile al Comune di Manfredonia. Durante una manifestazione pubblica svoltasi a Foggia il 4 aprile 2011, il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso ha manifestato l’intenzione di utilizzare la villa come sede della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il terzo bene è costituito da ampi locali seminterrati e da un appartamento su viale del Commercio, a Manfredonia. Assegnata al Corpo Forestale dello Stato il 16 giugno 2011, la struttura si presenta adatta come deposito di automezzi e per gli uffici del Corpo.

Si tratta di tre beni importanti, su cui non c’è stata una riflessione attenta da parte della cittadinanza –ha affermato l’assessore alle Politiche Sociali Paolo Cascavilla-. Qualche commento positivo, ma molti nemmeno lo sanno. Eppure tutti dovrebbero ricordarsi che con la confisca la comunità è stata risarcita dai danni e dai costi sociali procurati dall’illegalità”.
L’assessore ha, quindi, ricordato l’importanza del riutilizzo sociale di questi patrimoni restituiti al territorio, “in una lotta alla criminalità fatta non solo di interventi repressivi, ma anche di azioni preventive, come la promozione di modelli culturali ed economici socialmente responsabili e rispettosi della legalità, alla cui crescita possano concorrere a pieno titolo i soggetti del mondo del terzo settore e del volontariato”.

Ufficio Stampa e Comunicazione
Città di Manfredonia

2 commenti:

Anonimo ha detto...

MA IL RIUTILIZZO DOVEVA ESSERE PER IL POPOLO NON PER LE ISTITUZIONI.

Anonimo ha detto...

forse qualcuno dovra insegnarti che le istituzioni sono il popolo

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