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mercoledì 1 giugno 2011

Festa della Repubblica: 2 Manfredoniani, insigniti della medaglia d’onore

Quest’anno Manfredonia si accinge a celebrare una Festa della Repubblica piuttosto speciale.
Il 2 giugno 2011, infatti, nell’ambito della cerimonia che si svolgerà a Foggia in piazza Cavour, due nostri concittadini, Giovanni De Padova e Vincenzo Trotta, verranno insigniti della medaglia d’onore concessa ai militari e ai civili deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
L’evento mi rende felice e onorato per l’importante riconoscimento conferito al valore e al coraggio di questi due concittadini; ma, nello stesso tempo, mi riempie di mestizia il pensiero delle loro mille sofferenze: sottratti a parenti e amici, catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre del 1943, insieme ad altre migliaia di italiani affrontarono un lungo viaggio ai confini dell’inferno”.

Con queste parole il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi ha commentato la notizia giuntagli alcuni giorni fa, dopo di che ha voluto ascoltare dalla viva voce dei due protagonisti i ricordi e le vicende legate a queste medaglie.
  • Giovanni Da Padova, nato a Manfredonia il 26 aprile 1921, fu arruolato come aviatore a Jesi nel 1941 e, dopo circa un anno, venne trasferito in Albania, all’aeroporto di Scutari.
  • Vincenzo Trotta, nato a Manfredonia il 19 agosto 1919, fu arruolato nel 1939 a Maridepo di Pola, poi trasferito a Betasom Bordeaux nella 2° Compagnia Battaglione ‘San Marco’.
Dopo la resa dell’Italia, fu loro richiesto dai propri comandanti di collaborare con i tedeschi; ma, posti dinanzi alla scelta fra una dura prigionia e l’adesione al nazifascismo, che garantiva il ritorno a casa e condizioni di vita migliori, entrambi rifiutarono, rivendicando fedeltà agli ideali di libertà e una propria dignità di uomini. Furono, così, inviati nei campi di concentramento in Germania, dove in circa 40.000 persero la vita.
Ci dissero di salire su un treno che ci avrebbe condotti a Ferrara, ma era un trucco. A Ferrara non giungemmo mai, e quando scesi dal convoglio, mi ritrovai nel campo di concentramento IX C a Conisberga, nella Prussia orientale: un campo grande quanto tutta Manfredonia, dove c’erano uomini di tutte le razze, e mitragliatrici puntate a ogni passo con l’ordine di sparare. Mi sono sentito come un topo preso in trappola… Ho fatto il facchino, a scaricare il grano proveniente dall’Ucraina nei silos tedeschi. Poi mi hanno trasferito nella stazione di Mühlhausen, in Turingia, a lavorare sempre come facchino allo smistamento merci”, ha raccontato Giovanni De Padova.

Vincenzo Trotta, invece, fu mandato nel campo di concentramento di Himburg e, anche lui, avviato ai lavori forzati come sgomberi di macerie e riparazioni di strade.
Destinazioni diverse ma stessa sorte, ridotti a schiavi del Terzo Reich, manodopera per le esigenze della macchina bellica di Hitler.
In giro non sentivi mai né ‘buongiorno’, né ‘buonasera’, solo ‘heil Hitler!’”, ha ricordato il signor De Padova.
E poi dodici ore di lavoro massacrante per sei giorni la settimana, sistemazione in baracche inadeguate e affollatissime, stenti e fame, tanta fame, fino a rischiare la vita per una manciata di bucce di patata.
E ancora il pericolo di morte in attesa del rimpatrio, dopo la liberazione, quando in giro si sentiva gridare ‘Hitler kaput’ e i tedeschi, ormai in rotta, insanguinarono il fronte orientale con gli ultimi, brutali massacri…
Ma la storia non dimentica. E queste due medaglie, oggi, ci ricordano gli ideali in cui affondano le radici della nostra Repubblica; ci consentono di condividere e rinsaldare quei sentimenti e quella passione da cui è nato lo Stato Italiano, e che dobbiamo continuare ad alimentare assolvendo con onore al nostro dovere di cittadini”, ha dichiarato ancora il sindaco Riccardi.


Ufficio Stampa e Comunicazione
Comune di Manfredonia

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