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mercoledì 30 marzo 2011

Manfredonia: Un laboratorio di cittadinanza, un nuovo metodo di fare coesione

La città di Manfredonia è stata protagonista di una grande serata di condivisione: idee e progetti di enti, istituzioni e associazioni si sono aperti come finestre sul territorio, lasciandovi entrare boccate di energie e ingegni, di un vivido desiderio di sviluppo locale.
È stata la prima chiamata a raccolta del ‘Patto della città per la legalità, la cittadinanza responsabile e la coesione sociale’, l’alleanza siglata tra l’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Manfredonia, il Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile e l’Ufficio Diocesano per la Cultura e l’Educazione, ed estesa a tutte le agenzie educative del territorio.

E a rispondere sono stati in tantissimi, oltre le più rosee aspettative, dal vescovo Michele Castoro al sindaco Angelo Riccardi, passando per rappresentanti politici, operatori dei servizi sociali, delle politiche giovanili, dell’istruzione, della cultura, delle strutture sociosanitarie…
Genitori e dirigenti scolastici, parroci, animatori, educatori teatrali, responsabili di associazioni culturali, volontariato, allenatori di società sportive, gestori di esercizi pubblici: che all’appello hanno risposto con l’entusiasmo e la vitalità di proposte concrete.

È il tentativo di creare un primo, vero laboratorio di cittadinanza, in cui la città sappia trovare un nuovo metodo di fare coesione, di confrontarsi, di riprendersi la collettività. E questo di vederci tutti qui, stasera, è un primo metodo, che nasce dal bisogno di raccontarci, di condividere bisogni e desideri, di educare insieme le giovani generazioni: aiutare un giovane a crescere e a diventare persona veramente libera è un bene comune, di cui la democrazia diventa garante”.
Le parole di don Salvatore Miscio hanno messo in luce una comunità che sente forte la vocazione a formare ed educare bambini e adolescenti, sentendo la necessità di attivare intorno a sé forme di accoglienza e di sostegno, “per ritrovare l’anima di questa città”.
Manfredonia può e deve diventare sempre più terreno favorevole all’educazione, in cui promuovere stili di vita rispettosi dei valori –ha ribadito l’arcivescovo Michele Castoro-. Si tratta di coltivare la solidarietà, l’attenzione verso gli altri e verso la natura, e, facendo un corretto uso delle nuove tecnologie, di metterci tutti in rete”.
Anche il sindaco Angelo Riccardi si è detto enormemente soddisfatto dei riscontri che sta ottenendo il Patto.
Manfredonia è molto cresciuta in questi anni, cambiando in meglio il buono che c’era. Il localismo è un valore, e su questo dobbiamo puntare: se non facciamo fruttare tutto quello che abbiamo in termini di risorse, qualità e beni, non c’è futuro per noi. Ma insieme ce la possiamo fare -ha dichiarato Angelo Riccardi, invitando i giovani a occupare gli spazi della politica-. Anche da lì si cambiano le cose”.

Un giovedì sera di sogni da concretizzare.
Di finestre aperte sul territorio per dare ossigeno all’aria che respiriamo.
Di tante gocce in caduta libera che non vogliamo far evaporare, ma trasformare in fiumi di cambiamento e ‘rinascimento sipontino’.
Insomma, “una prova del nove per tutti”, come ha detto Antonio Sdanga, dirigente dell’asd ‘Manfredonia Football 1932’, la squadra di calcio cittadina che da febbraio reca sulla maglia il logo del Patto.
E tre maglie numero 9 sono state consegnate al vescovo, al sindaco e all’assessore Cascavilla, “perché in questa partita sono tre bomber importanti”, ha dichiarato scherzosamente Sdanga.
“Costruiamo insieme una comunità che faccia proprio il motto di don Milani, ‘I care’, che veda tutti impegnati nel costruire una società dei diritti, che, sognando le cose che non sono, dica ‘ perché no’”, ha concluso Paolo Cascavilla.
Lasciamoci prendere dal gioco, allora…

Ufficio Stampa e Comunicazione
Comune di Manfredonia

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