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venerdì 25 febbraio 2011

Gatta: Difenderò i pescatori contro chiunque dovesse rifiutarsi di dare aiuti

Negli ultimi giorni si è scatenata un’offensiva mediatica in ordine alla vicenda della deroga al divieto di pesca del bianchetto e rossetto. 
Tutti i politici di Capitanata, anche quelli sinora silenti e soprattutto, assenti, si sono sbizzarriti ad esternare la propria disapprovazione e, in alcuni casi sdegno, nei confronti del ministro delle Politiche Agricole, Galan, a loro dire reo di ‘dolosa inerzia’ per la risoluzione del problema.
Spiace dover constatare che la parola d’ordine ‘evitiamo di strumentalizzare politicamente il problema’, all’insegna della quale le figure politiche ed istituzionali locali avevano concordato strategie ed iniziative serie ed unitarie, sia stata violata.

Abbiamo infatti assistito, in questi giorni, a ‘fughe in avanti’ e a strumentalizzazioni che non contribuiscono in alcun modo a tutelare i reali interessi dei pescatori, dei commercianti e dell’indotto.
Capisco che la politica comporti l’esigenza di apparire, di essere ‘visibili’, di dire la propria, anche quando magari non si ha nulla da dire. E così, nel caso di specie, qualcuno si è limitato ad esprimere una strumentale disapprovazione nei confronti dei rappresentanti politici dell’altro schieramento o una solidarietà di facciata nei confronti del ‘sofferente di turno’.
Io credo, invece, che il problema che affligge i nostri pescatori avrebbe meritato, e meriti ancora, una unitaria e responsabile presa di posizione nei confronti del vero interlocutore, la Comunità Europea che, non dimentichiamolo, rimane l’organismo deputato a risolvere la delicata questione.
Stiamo perdendo un’ottima occasione per dimostrare, a noi stessi, ancor prima che agli altri, di essere uniti, senza pregiudizi e condizionamenti politici.

E’ questo invece lo spirito con il quale voglio continuare ad affrontare il problema, a fianco delle figure rappresentative della città e delle Istituzioni.
Il 2 marzo sarò a Roma, con il sindaco di Manfredonia, presso il ministero delle Politiche Agricole. E la mia appartenenza al centro destra non mi impedirà, se necessario, di assumere posizioni fortemente critiche nei confronti di chi dovesse rifiutarsi di dare alle categorie della pesca risposte adeguate.
Onestà intellettuale e politica vuole però che si dicano chiaramente anche alcune cose.
L’ostacolo alla soluzione del problema legato al divieto della pesca del bianchetto e del rossetto non è rappresentato dal ministro Galan, il quale ha già firmato il provvedimento per l’erogazione ‘de minimis’ e si sta adoperando, in ogni modo, per trovare una via d’uscita alla grave situazione: situazione determinatasi a seguito dell’entrata in vigore, nel giugno scorso, del regolamento ‘Mediterraneo’ n. 1967 che è del dicembre 2006, epoca in cui presidente del Consiglio era Romano Prodi, che non aveva certamente Galan quale ministro delle Politiche Agricole.

Ma non voglio cadere nella stessa tentazione dei tanti ‘soloni’ intervenuti nella vicenda, quella cioè di dilettarmi nell’attribuire responsabilità all’uno o all’altro, magari anche contribuendo irresponsabilmente ad esasperare gli animi, già tanto provati, dei pescatori giustamente in stato di agitazione. Ciò che interessa è trovare una soluzione al problema e restituire dignità e serenità di vita a chi oggi vive una triste condizione esistenziale”.

Giandiego Gatta
Consigliere Regionale PDL

10 commenti:

Anonimo ha detto...

il biancheto è l'ultimo dei problemi, il vero problema è il caro gasolio

Nettuno ha detto...

Non comprendo cotanto interesse da parte dei politici locali verso chi uccide la vita marina e il loro lavoro futuro pescando il bianchetto. Ognuno è artefice del proprio destino pescando il bianchetto e un suicidio per la propria attività.

Anonimo ha detto...

qualcuno sa quando avremo i fermi biologici del 2009 e del 2010? sono piu di 2000 euro che aspettiamo,se qualcuno ha notizie in tal senso

Anonimo ha detto...

si vendessero le case che si sono comprati in questi anni che hanno distrutto il mare......

Ciro ha detto...

si vendessero anche i suv nei quali trasportano sspesso il pesce in nero.

Anonimo ha detto...

ma quale fermo, ma quale scipero,la maggior parte dei pescatori di mf hanno continuato a pescare il novellame.
fatevi un giro per il porto e vedete le reti che issano a poppa.

una buona parte deipiccoli pescherecci a quelle del novellame.

la loro rovina è la loro mentalità

Al rogo gli evasori fiscali ha detto...

Dietro i pescatori (che rischiano la vita perchè è un mestiere durissimo) ci sono gli ARMATORI e l'INDOTTO.
Incominciamo con il setaccio dei redditi degli armatori e beni mobili e immobili in possesso,come incipit basta stabilere che auto posseggono o meglio che usano per trastullarsi, poi c'è l'indotto tutto in nero e senza scontrini etc..allora come la mettiamo?

I politici locali (dx -sn -ecologic- valori- rossi) siete la rovina di Manfredonia ha detto...

Gatto tu sei come Leone come campo e riccardo che avete commesso un atto XXXXXXXXXX sulla scogliera di manfredonia
che cosa hai fatto per impedire che centinai di metri di scogliera con un fondale stupendo venissero stuprati.
Vaffa tu e quelli di sopra!!

a manfredonia i politici sono come cetto la qualunque ha detto...

il sacrificio della scogliera è stato inutile, perchè adesso avremo il porto peschereccio in piena città sempre più vuoto.

Checco Zalone ha detto...

Non ho visto cetto la qualunque ma mio figlio diciottene mi ha detto papà si comportava come tanti politici italiani e Manfredoniani che amano distruggere le bellezze naturali con il consenso basato sulle promesse di aria fritta e posti di lavoro che non verrano mai.

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