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mercoledì 16 febbraio 2011

Diga di Piano dei limiti: Non si farà più, meglio cosi...

E’ veramente strano e triste trovarmi ad applaudire Il ministero delle Infrastrutture che ha depennato la diga di Piano dei Limiti dall’elenco delle grandi opere inserite nel Piano irriguo nazionale.

Si triste perché tutto quanto successo, se lo andiamo ad analizzare, dimostra ancora una volta l’arretratezza di un establishment politico e culturale della nostra terra che non è in grado di analizzare e contestualizzare i problemi.
Ad esempio, nel caso della desiderata diga, chiediamoci quanto mai si sia potuto discutere ed approfondire il motivo per cui quest’opera era da ritenersi strategica per il territorio.
Perché si sarebbero dovuti spendere tutti questi milioni di euro (in prima battuta 118 poi scesi a 65 ed infine a 20) per realizzare un’opera che sarebbe comunque rimasta incompleta, in quanto, a detta degli stessi tecnici, il completamento della diga richiederebbe oltre 275 milioni di euro, e come e dove trovare queste risorse aggiuntive?

Perché realizzare una diga a valle di quella mastodontica di Occhito (La sua capacità, con livello alla quota di 198 m. s.m. di massima ritenuta, è di 333 milioni di mc. di cui 250 utili. Per capacità del serbatoio, il lago è tra i più grandi d'Italia. La superficie del bacino imbrifero sotteso è di 1.012 kmq.) che è stata inquinata dalla presenza di un alga killer, la famigerata Planktothrix rubescens, come ben pochi sanno, visto che su questo problema l’informazione da parte degli enti (Regione, Arpa, ecc.) è ben lungi dall’essere esaustiva e trasparente. Gli effetti tossici delle microcistine della Cianoficea Planktothrix rubescens si possono riassumere in:

1. intossicazione epatica acuta negli uomini e negli animali per ingestione diretta;
2. attività immunodepressiva elevata,
3. promozione di tumori epatici, gastrointestinali ed epiteliali, se ingerite in dosi subacute per diverso tempo. 
L’organo bersaglio principale è il fegato, seguito da polmoni e reni.

4. polmoniti allergiche e intossicazione epatica se respirate, analogamente ad altre sostanze (lipopolisaccaridi di membrana, ficocianina e ficoeritrina) proprie delle Cianoficee.

Perché realizzare una piccola diga a valle di quella di Occhito che, proprio per la carenza idrica, si è potuto collaudare solo pochi anni or sono?

Che senso ha realizzare una nuova diga a valle di una irrimediabilmente inquinata (ricordiamo che nella diga di Occhito ci finisce la fogna di Campobasso, il percolato di una discarica campana, i liquami del bestiame che vi pascola amabilmente sulle sponde, gli scarichi delle piccole zone industriali campane che si affacciano sul Fortore, ecc.)?.

Che danni ulteriori ci sarebbero stati sul fronte dell’erosione delle coste una volta realizzata la nuova diga?

In ogni caso, mi chiedo: perché concentrare in un unico luogo impianti strategici di accumulo di acqua per fini potabili ed irrigui?

Invece, perché le somme a disposizione non sono state utilizzate per risanare la diga di Occhito, o per realizzare la diga del lago della Contessa che avrebbe permesso di recuperare un antico lago (purtroppo bonificato), o il recupero delle acque reflue?

Perché non si dotano tutte le dighe di sistema di allerta e di monitoraggio in continuo, visti i potenziali rischi a cui è sottoposta l’utenza?

Che fine hanno fatto i tanti decantati filtri a Carbone che dovevano essere montati sul potabilizzatore di Finocchito

Intanto, i cittadini della Capitanata continuano a bere acqua di discutibile qualità, inquinata da un alga tossica e con valori derogati di trialometani per i quali da anni, in barba alle leggi nazionali, si continua a derogare sui parametri, ed è oltremodo offensivo leggere sui bollettini ufficiali della regione: …DI DISPORRE, ai sensi dell'articolo 13, comma 11, del D.Lgs. n. 31/01 e s.m.i., che l'Acquedotto Pugliese, gestore del Servizio Idrico Integrato, provveda affinché la popolazione interessata sia tempestivamente ed adeguatamente informata della deroga applicata con il presente atto e delle relative condizioni che la disciplinano, nonché provveda a formare raccomandazioni a gruppi specifici di popolazione per i quali la deroga possa costituire un rischio particolare, dandone tempestiva comunicazione alla Assessorato alle Politiche della Salute;.. Ovviamente la popolazione non è mai stata informata.

Ma tutto questo non interessa alla nostra classe politica, a prescindere se parliamo di destra, centro, sinistra … tutta l’energia viene accuratamente incanalata nelle appassionate guerre congressuali o nell’abbaiare sterilmente alla luna sullo scippo esercitato dal governo nordista, o sulla mancanza di incarichi promessi e mai dati …

Chiediamoci come mai l’elaborazione prodotta da illustri esponenti del centro sinistra e del centro destra, sia identica ossia che la diga è un opera strategica per il futuro della Capitanata. Tale comportamento acritico di tutti gli esponenti politici mi fa pensare all’ ossimoro coniato dell’On. Moro di forze convergenti e parallele.

Certamente tale sottrazione di fondi è frutto di un clima politico nazionale dove gli egoismi regionalistici, anzi condominiali, predominano e dettano l’agenda di governo.

Pertanto è una semplice coincidenza se tale sottrazione di fondi può essere condivisa, in quanto la realizzazione di questa inutile opera ricalca l’impostazione dannosa della Cassa del Mezzogiorno che tanta colpa ha nell’involuzione del sistema produttivo del Sud.

Ma questo punto è evidente che, in primis, le responsabilità di tale sottrazione di fondi va ricercato nell’incapacità di elaborare idee innovative di sviluppo da parte della nostra comunità.

Anche se probabilmente risulterà inutile, invito establishment politico e culturale a non piangersi addosso e non continuare con infaticabile infantilismo a chiedere di realizzare opere inutili, ma piuttosto orgogliosamente spostare il contendere sul piano dell’innovazione e della tutela del territorio per rilanciare ad maiora il futuro della Capitanata.

 Vincenzo Rizzi

1 commenti:

Pasquale ha detto...

Finalmente si può constatare dall'articolo che in italia c'è qualcuno con le idee chiare, anche nell'aspetto politico del nostro territorio. Occorre fare chiarezza, essere competenti nella gestione politica ed amministrativa delle risorse che il territorio può offrire realmente. Perchè sperperare il danaro pubblico inutilmente e non spenderlo per innovare ciò che già esiste? La "comunione di intenti" fra le varie forze politiche di ogni colore è espressione della deriva del territorio: si fa solo propaganda per apparire e non politica reale.

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