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martedì 30 novembre 2010

Contratto d'area: Rotopack, si spera nell'incontro di oggi, fusti sottosequestro

Forse oggi dopo le 15,00, ora dell'incontro tra il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, l'assessore alle attività produttive Antonio Angelillis e il segretario della Cisl, Nicola Ciociola, con i vertici aziendali, che insieme, si spera, decideranno le sorti di questa ennesima azienda, la Rotopack, che stampa e lavora bobine di film plastico e carta, ormai sul punto anch'essa di scappare via da Manfredonia.
Veniamo ai fatti, martedì scorso 23 novembre durante il normale turno di lavoro, l'Enel decide di staccare la corrente, per morosità, l'azienda piomba nel buio e tutto si ferma, nonostante un magazzino pieno di materiali, e commesse che potrebbero far camminare indisturbata l'azienda per mesi.

Allora che cosa è successo?
A quanto pare stavolta la crisi è di denaro contante, tanto che i lavoratori avanzano ancora la tredicesima dell'anno scorso e gli stipendi di Agosto, Settembre, Ottobre e oramai anche Novembre, motivo che spinge gli stessi, già da venerdì ad andare in sciopero e a presidiare lo stabilimento.
Dopo vari incontri tra le autorità cittadine, e le rassicurazioni dello stesso sindaco Riccardi,  ieri mattina, un incontro con alcuni rappresentanti aziendali, dove hanno partecipato anche il segretario della Cisl, Nicola Ciociola da subito sul posto, e quello della UilMatteo Ciociola,  ai quali è stato comunicato che per necessità e per recuperare denaro, si deve far uscire del materiale dall'azienda  per lavorarlo in un altro stabilimento dell'Abruzzo, di loro proprietà, in modo da non perdere i clienti, accordo fatto, con la garanzia di un incontro tra le parti e i pagamenti dei relativi arretrati.

Tutto ok allora, se non fosse che l'azienda approfittando dell'interruzione dell'incontro dovuto dall'arrivo dei Carabinieri del Noe, che mettono sotto sequestro circa 250 tonnellate di  fusti di vernice e solventi tossici non ancora smaltiti, ma presenti nell'area esterna dello stesso stabilimento, con relativo pericolo ambientale, invece di caricare i pochi bancali pattuiti riempe un camion a rimorchio ed addirittura chiama la polizia per far si che non li venga impedito, dagli stessi lavoratori di entrare in azienda.

Un rapporto tra azienda, lavoratori e anche sindacato in salita, che non fa certo ben sperare per l'incontro di oggi pomeriggio, dove ci si augura si possa parlare di un futuro, per quelle 34 persone, con una media di età di 30 anni,  che come tanti altri hanno vissuto il miraggio del contratto d'area, si sono sposati, comprato casa ecc. e poi... speriamo non facciano la fine di tanti altri giovani operai di Manfredonia.

Quello che ci chiediamo, possibile che non si possa istituire un tavolo tecnico da parte del sindaco o chi per lui, chiamando tutti gli imprenditori delle varie aziende che costituiscono il contratto d'area,  per cercare di capire i problemi e di cosa realmente hanno bisogno per rimanere sul territorio, in modo da saper come aiutarli e non intervenire sempre inutilmente quando c'è già un cadavere che inizia a puzzare!
Cerchiamo di farle rimanere queste aziende, diversamente a Manfredonia di giovani ne rinarrano molto pochi...anche per votare...

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Il porto turistico farà la stessa fine.

Qui ci deturpano il paesaggio (vedi l'enichem, porto industriale, contratto d'aria), e poi scappano via.

Siamo un paese di illusi

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